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Open Arms: Bongiorno, Salvini fece il suo dovere di ministro

Nave Open Arms

ROMA – Intervistata da La Repubblica, Giulia Bongiorno, penalista, ed ex ministro difende il capo della Lega con un no netto sul via libera al processo per la vicenda Open Arms. «Salvini – sottolinea – ha fatto il proprio dovere di ministro, perseguendo l’interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, tutelando l’ordine pubblico. Se si votasse in coscienza ed esaminando le carte, questa vicenda si chiuderebbe domani e per sempre». Sul fatto che i responsabili di Open Arms dicano che Salvini non ha a cuore la vita dei migranti Bongiorno afferma: «Prima di lanciare accuse, dovrebbero spiegare perché il comandante della Open Arms rifiutò per ben quattro volte una via d’uscita che avrebbe consentito di mettere subito in salvo i migranti. Malta aveva dato l’ok per far sbarcare già nei primi giorni di agosto una parte dei migranti, ma il comandante rifiutò. La Spagna – ricorda – aveva autorizzato lo sbarco per ben due volte, prima ad Algeciras e poi in un porto delle Isole Baleari, e l’Italia si era persino offerta di scortare la nave e farsi carico di trasferire parte dei migranti nel viaggio verso la Spagna, ma il comandante rifiutò. Se sei in pericolo, come mai non accetti aiuto e insisti pervicacemente per sbarcare solo in Italia? Come mai?. Intanto – riferisce Bongiorno – non incombeva sull’Italia l’obbligo di dare un porto sicuro, e questo è pacifico. L’obbligo gravava sulla Spagna, Paese di bandiera della nave, o su Malta, luogo più vicino. Inoltre, in Italia esisteva un decreto che vietava ingresso, transito e sosta nel mare territoriale italiano. E comunque non può sussistere il sequestro se ci sono mille vie d’uscita. Il comandante ha reiteratamente rifiutato le molteplici alternative».


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

Direttore responsabile
SANDRO BENNUCCI
(sandro.bennucci@firenzepost.it)

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