Durante l'incontro elettorale

Salvini aggredito a Pontassieve: denunciata congolese che lavora in comune. Condanna della Bonafè

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Politica, Primo piano, Top News

L’ggressione a Matteo Salvini da parte di una giovane di colore, a Pontassieve ANSA/ELISA TOZZI

FIRENZE – E’ stata identificata dalle forze dell’ordine e sarà denunciata la donna che questa mattina, 9 settembre, ha aggredito Matteo Salvini mentre si trovava a Pontassieve per un comizio in vista delle elezioni regionali. Si tratta di una 30enne congolese che lavora per un progetto del servizio civile del Comune di Pontassieve.

La donna è riuscita ad avvicinare il leader della Lega e in pochi secondi lo ha strattonato, strappandogli la camicia e la catenina dal collo. Immediato l’intervento della polizia che ha fermato la congolese, che secondo la Digos era in uno stato di alterazione. La 30enne, che non ha precedenti penali, rischia una denuncia per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale: accertamenti in tal senso sono in corso da parte della Digos. La donna avrebbe agito da sola e non aveva preso parte alla manifestazione che questa mattina si è tenuta a Pontassieve contro la presenza di Salvini.

Dopo l’aggressione, l’incontro gli elettori si è trasformato da iniziativa elettorale, in piazza Vittorio Emanuele II, in un breve saluto ai militanti davanti alla sede dell’emittente radiofonica Radio Sieve. Secondo la questura di Firenze la giovane, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha strappato la camicia e il rosario che indossava il segretario e senatore della Lega. Lo stesso Salvini si è poi cambiato, indossando una camicia donata da una simpatizzante. Nel frattempo, in piazza, dove ha sede il Comune di Pontassieve, si erano radunati una decina di contestatori del leader della Lega. Proprio Salvini, però, non ha rinunciato al termine del saluto ai propri sostenitori a scattare un selfie con quest’ultimi. Nel frattempo, dalle prime indagini sulla donna che ha aggredito Salvini, è emerso che quest’ultima non avrebbe organizzato niente di programmato, ma si sarebbe trovata casualmente nello stesso luogo assieme ai militanti della Lega e ne avrebbe approfittato per avvicinarsi al segretario del Carroccio, afferrandolo per la camicia.

ROSSI – Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha così commentato l’aggressione a Salvini: «Esprimo la mia vicinanza democratica al senatore Salvini per l’episodio di aggressione che ha dovuto subire a Pontassieve. L’esercizio della libertà nel nostro Paese è stato conquistato con la lotta di Liberazione e la Resistenza a cui hanno partecipato migliaia di quelli che Salvini definisce rossi, addirittura qualificandoli come fascisti. Non condivido pressoché nessuna delle idee di Salvini, ma sono davvero pronto a battermi perché possa esprimerle. A lui ricordo invece che se avessero vinto i fascisti, tutta l’Europa si sarebbe trasformata in un immenso campo di concentramento e che diversamente da quello che racconta in giro fascismo e antifascismo non sono cose del passato».

BONAFE’ – Simona Bonafè, segretario del Pd in Toscana, ha condannato copn nettezza l’aggressione a Salvini, affermando che la Toscana è una terra dove il confronto politico è sempre stato corretto e ognuno può esprimere liberamente le sue idee.

MARCHESCHI – Paolo Marcheschi, cosigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, ha dichiarato: «E si definiscono democratici……L’aggressione avvenuta a Pontassieve ai danni del leader della Lega Salvini si commenta da sola. Non bastavano le Sardine come movimento creato ad arte contro i consensi che la Lega ed il Centrodestra raccolgono nelle piazze, adesso si è passati all’aggressione fisica perché non sanno più come placare il dissenso che da più parti della Toscana si leva con il potere rosso. Più forti del clima d’odio che hanno coltivato. Sembra che la donna che ha aggredito Salvini fosse in stato di alterazione psico-fisica, lo erano allora anche tutti coloro che hanno minacciato via web i titolari del ristorante di Pontassieve, impedendo il pranzo elettorale di oggi di Salvini? Una situazione gravissima ma non inedita e che fa vergognare la democratica Toscana, predicano di coltivare le libertà e le differenze ma in realtà combattono con la violenza social, verbale e anche fisica chi non la pensa come loro».

 

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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