La flotta dei taxi del mare fa rotta verso l'Italia

Le Ong accerchiano l’Italia, in arrivo Open Arms, Mare Jonio e forse Alan Kurdi. Per ora con soli 348 migranti

di Eugenio Marchetti - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Nave Open Arms

Le Ong tornano ad accerchiare l’Italia, dirigendo le loro navi esclusivamente verso porti italiani, visto che Malta a rifiutato ogni sbarco. Mentre il governo giallorosso apre le braccia a chiunque, soprattutto ai clandestini, reclutati dai trafficanti di esseri umani.

Open Arms segue la solita trafila, annuncio lacrimevole, pericoli per i migranti, urgenza di sbarchi in Sicilia. Dopo lo sbarco migranti sanissimi, da mantenere a spese nostre. Dunque dice la Ong che «276 persone, dopo le violenze e gli abusi, dopo giorni abbandonati in mare, non è sul ponte di una nave che dovrebbero trascorrere queste ore, ma in un luogo sicuro, tutelati dalle nostre costituzioni democratiche». E’ quanto scrive in un post su Facebook la Ong Open Arms dopo aver soccorso negli ultimi giorni, in tre diverse operazioni, 276 migranti.Un video postato dall’organizzazione mostra come i naufraghi siano tutti ammassati sul ponte della nave.

«Abbiamo chiesto l’assegnazione un porto sicuro di sbarco sia a Malta,più volte, che all’Italia. La capacità della nave non permette di sostenere una situazione simile per più giorni – dice all’Adnkronos Veronica Alfonsi di Open Arms Italia- A bordo ci sono due bambini piccoli, una quindicina di minori non accompagnati e due donne in stato di gravidanza. Diversi naufraghi necessitano di cure: l’ultimo soccorso effettuato ieri ha riguardato un’imbarcazione che era alla deriva da tre giorni. Tra casi di ustione e disidratazione grave, ci sono persone in condizioni fisiche complesse, ma nessuno presenta sintomi legati al Covid-19. Chiediamo che sia trovata al più presto una soluzione prima ancora che siano valutate e richieste evacuazioni per i casi in grave condizione psico-fisica. E’ urgente farli sbarcare!».

Intanto un barcone, con a bordo 70 migranti, e’stato intercettato al largo di Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Dopo l’approdo, il gruppo e’ stato trasferito all’hotspot di Contrada Imbriacola dove, al momento, sono presenti 358 extracomunitari a fronte di192 posti disponibili.

Nel frattempo la nave Mare Jonio di Mediterranea ha chiesto formalmente un porto sicuro alle autorità italiane. La nave, dove ieri sono stati trasbordati i 27 migranti che da 38 giorni si trovavano a bordo del cargo Etienne, è fuori dalle acque territoriali nazionali, a circa 15 miglia da Pozzallo.  «Di fronte alle violazioni del diritto internazionale commesse da Malta – scrive Mediterranea – abbiamo formalmente chiesto alle autorità Italiane un porto sicuro peri 25 naufraghi a bordo. Nessuna risposta ancora». Questa notte la Guardia costiera italiana ha evacuato dalla Mare Joniouna donna al quarto mese di gravidanza e il marito. «La donna, molto provata da oltre un mese di permanenza sulla Etienne – sottolinea Mediterranea – si era aggravata a causa della lunga permanenza in mare, ora è in ospedale»

Come se non bastassero Open Arms, Mare Jonio e sbarchi autonomi, torna in campo anche alan Kurdi, e così la flotta di Ong che fanno la spola fra Tunisia e Italia si moltiplica. «Dopo una pausa forzata di quattro mesi, la nave Alan Kurdi torna in mare per una nuova missione», fa sapere, in una nota, Sea Eye specificando che la nave ha lasciato il porto spagnolo di Burriana, in Spagna, ieri sera. «La detenzione forzata da parte delle autorità italiane ha impedito tre missioni programmate della nave. Secondo l’Oim 252 persone sono annegate nell’area operativa dell’Alan Kurdi durante quel periodo», evidenzia Sea Eye. La Ong dice, inoltre, di aver utilizzato la ‘pausa forzata’ di 4 mesi per apportare numerosi miglioramenti tecnici alla nave. La nave è partita con il benestare della Germania e quindi dellaSpagna dopo le dovute verifiche quanto ad equipaggio e attrezzature.

Siamo sicuri che in questa settimana prelettorale il governo nonpermettrà sbarchi di navi Ong, come successe  prima delle regionali in Umbria, quando una nave fu lasciata per 11 giorni fuori delle acque territoriali, ma allora nessun solerte magistrato siculo si azzardò a mettere sotto processo la ministra giallorossa per sequestro di persona. Il colore del ministro, per i magistrati, fa la differenza, ce lo ha detto anche Palamara.

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