La magistratura vuole disporre accertamenti

Morte Visalli: procura apre inchiesta per conoscere se aveva attrezzature necessarie

di Paolo Padoin - - Cronaca

MILAZZO – Il corpo di Aurelio Visalli, 40 anni, secondo capo della Guardia Costiera di Milazzo, nel messinese, è stato
ritrovato al largo nello specchio di mare antistante la costa nota come ‘puntitta’, nella baia del Tono, dove si erano concentrate le ricerche dopo la sua scomparsa, ieri, tra le onde dopo avere salvato un quindicenne che stava annegando.
Il cadavere è stato ripescato dall’equipaggio della motovedetta della Capitaneria di porto sulla quale il giovane sottufficiale aveva prestato servizio. Il ritrovamento è avvenuto a nord del punto dove si era tuffato per effettuare il salvataggio.

La procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta sulla morte del sottufficiale. La procura vuole accertare se al momento del soccorso i militari della Capitaneria erano dotati di tutta l’attrezzatura necessaria.

Secondo le dichiarazioni del fratello del militare morto Visalli non avrebbe avuto a disposizione un salvagente. Ma è normale in Italia. Il governo giallorosso si preoccupa di fornire i giubbotti salvagente ai migranti clandestini che invadono le nostre coste. Per la morte di un eroico servitore dello Stato si moltiplicano messaggi di politici (per dovere istituzionale), ma associazioni, volontari,  benpensanti di sinistra, Papa Francesco, frati di Assisi non si mobilitano a migliaia. 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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