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Caltanissetta: Messina Denaro condannato all’ergastolo e a risarcire le parti civili per le stragi del 1992

La strage di Capaci, il 23 maggio 1992

CALTANISSETTA – Il boss latitante Matteo Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo per le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Lo ha deciso la Corte d’assise di Caltanissetta, presieduta da Roberta Serio, dopo una camera di consiglio fiume iniziata poco dopo le 10 di questa mattina. Il latitante è accusato di essere tra i mandanti delle stragi del 1992. Il collegio si è riunito oggi dopo una breve udienza, durante laquale l’avvocato d’ufficio dell’imputato, Salvatore Baglio, ha replicato al contenuto di una memoria depositata dal pm Gabriele Paci in una delle ultime udienze. Al termine della lunga requisitoria durata otto udienze, il Procuratore aggiunto Gabriele Paci ha chiesto la condanna all’ergastolo per la ‘primula rossa’ di Cosa nostra. La difesa del boss ha chiesto invece l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

Messina Denaro è stato condannato anche la risarcimento delle parti civili che si sono costituite. Lo ha deciso la Corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Roberta Serio. Ecco le provvisionali decise dai giudici, fino a 500mila euro in favore di ciascuna dei fratelli e dei figli degli agenti di scorta morti nelle stragi mafiose. Ma anche dei figli del giudice Paolo Borsellino, Manfredi, Lucia e Fiammatta. Trecentomila euro in favore di altri fratelli di agenti di scorta e parenti dei due giudici uccisi. E poi 100 mila euro anche a figli di altrui agenti, tra cui l’autista sopravvissuto alla strage di Capaci

Messina Denaro, parti civili, stragi 1992


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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