Le incertezze che pesano sull'Esecutivo

Governo verso il rimpasto. Conte in poltrona, ma con bomba sotto?

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri
ANSA/POOL LAPRESSE/MAURO SCROBOGNA

Saranno determinanti, per il premier Giuseppe Conte, i prossimi quindici giorni. Entro i quali dovrà fare un rimpasto, oppure, detta in termini più raffinati, avrà l’obbligo di rafforzare la squadre di governo, come vuole il Pd. Tenendo conto anche delle istanze di Renzi, che è comunque fondamentale per la sopravvivenza del governo: altrimenti, sui vari provvedimenti, non ci sarà più certezza al momento dell’approvazione degli atti in Aula, soprattutto al Senato. Quei centocinquantasei voti ottenuti nella vorticosa serata di Palazzo Madama, non possono far dormire sonni tranquilli. Il premier lo sa e credo che abbia un piano pronto. Perchè avere un governo legato al filo di costruttori e responsabili, non disinteressati, è imbarazzante per il Paese. Basta che qualcuno si svegli con la luna storta e la frittata è fatta. Si può vivere, soprattutto durante una pandemia, in una situazione coisì incerta?

I prossimi quindici giorni, dicevo, saranno cruciali per capire se l’esecutivo ha qualche chance di mangiare la colomba a Pasqua. Conte sa di poter contare sui voti sullo scostamento di bilancio che serviranno per pagare i ristori, ma dietro l’angolo c’e’ il Recovery plan e oltre 200 mld di euro da gestire, il piano vaccinale e la crisi economica. Il governo deve agire, non può più permettersi di vivacchiare. Non lo vuole nessuno. Non lo vuole il Movimento 5 stelle, in difficoltà per la mancanza di una leadership chiara. Non lo vuole il Pd, che si sente forte di aver chiuso la crisi senza contraccolpi eccessivi per il Paese.

Conte deve allargare la maggioranza e coinvolgere nella squadra di governo i responsabili che gli hanno consentito di andare avanti. La strategia della cautela pare sia stata consigliata da Franceschini. Forse non dispiace neanche al Colle. I gruppi grillini sono spaccati, e c’è chi chiede la testa di qualche ministro. I dem vorrebbero coinvolgere Graziano Delrio e Andrea Orlando. Ma si può fare parecchio anche con un semplice rimpasto. Per Orlando, ad esempio, si ipotizzano due caselle: Interno o Giustizia, in questo secondo caso dirottando Alfonso Bonafede ai Servizi. E poi c’e’ l’Agricoltura, gia’ promessa all’Udc se riterra’ di entrare in maggioranza con i suoi tre senatori, portandosi dietro anche un altro parlamentare berlusconiano. Ballano inoltre il ministero della Famiglia e un posto da sottosegretario agli Esteri. C’e’ poi l’ipotesi di sdoppiare qualche ministero, ad esempio Infrastrutture e Trasporti, ma anche Rapporti con il Parlamento e Riforme, affidando queste ultime al Pd. E Conte, alla fine, non potrà dimenticare la ciambella di salvataggio lanciata, quando il tempo della votazione era scaduto, da Riccardo Nencini. Troverà anche a lui un posticino nel governo?

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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