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Conte chiama Renzi. Che chiede a Mattarella d’incaricare altri nomi

Matteo Renzi dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

ROMA – Gioco di parole facile: il Conte ter…mina qui. Perchè ha provato, il presidente dimissionario, a chiamare Matteo Renzi prima che salisse al Quirinale. Ma senza risultato. Visto che, in netto contrasto con Pd e M5S, fortemente intenzionati a chiedere un suo reincarico, Matteo Renzi ha chiuso la porta al premier dimissionario: chiedendo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella di dare prima un mandato esplorativo a un’alta personalità per verificare se c’è una maggioranza e se grillini e piddini vogliono ancora un’eventuale maggioranza con Italia Viva. Se ci fosse una chiusura netta a Italia Viva e non ci fosse una solida maggioranza alternativa, Renzi sarebbe pronto a partecipare a un governo del Presidente. Con incarico a un esponente di alto profilo. Non ha fatto nomi, ma i più ricorrenti continuano ad essere Marta Cartabia e Mario Draghi.

RENZI – Situazione intricata. E incartata. Renzi fa l’ago della bilancia e sottolinea di voler capire se Pd e M5S vogliono o no l’appoggio di Italia Viva. In assenza di risposta affermativa, no a un incarico subito a Giuseppe Conte: si dia prima un mandato esplorativo a un’alta personalità per fare verifiche politiche. Il leader di Italia Viva, nel corso della consultazione al Quirinale, ha aggiunto che, successivamente, tutte le soluzioni sarebbero aperte senza preclusioni sui nomi. Renzi ha parlato dopo il colloquio con il presidente della Repubblica, manifestando la disponibilità del suo partito a un governo politico o, eventualmente, anche istituzionale a patto che vengano tolti i veti su Iv e ha anche detto di aver sentito Conte. Ma, evidentemente, senza averlo ascoltato troppo.

ZINGARETTI – Il Pd ha ribadito, come votato ieri nella direzione, la propria posizione per il Conte ter. «Abbiamo indicato la disponibilità a sostenere un incarico al presidente Conte che anche nell’ultimo voto di fiducia si è rivelato punto di sintesi ed equilibrio avanzato», ha detto Nicola Zingaretti al termine del colloquio con il capo dello Stato. Il Pd ha comunicato di sostenere l’incarico al presidente uscente Giuseppe Conte per un governo che possa contare su un’ampia e solida base parlamentare, che sia nel solco della migliore tradizione europeista, che sia in grado di affrontare le emergenze della pandemia e che realizzi con riforme istituzionali quella macchina pubblica in grado di far ripartire il Paese. Tutte belle parole, ma senza parlare di numeri. Che, senza Renzi, non ci sono. Salvo colpi di scena il Conte ter…mina qui.

CENTRODESTRA – E l’opposizione come si muove in questo quadro? Fibrillazioni nel Centrodestra il giorno prima delle consultazioni al Colle. La coalizione andra’ in delegazione unitaria, allargata anche ai centristi, ma c’e’ un po’ di nervosismo per le posizioni eterogenee manifestate nelle ultime ore e i leader si riuniranno in un vertice di ‘chiarimento’ prima di andare a colloquio con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. In Fratelli d’Italia è stata accolta con sorpresa l’apertura manifestata da Matteo Salvini a discutere di scenari post Conte. «Quando non ci sara’ piu’ Conte a Palazzo Chigi, ragioneremo di tutto il resto», ha detto il segretario leghista, aprendo, per la prima volta in settimane, a soluzioni diverse dal voto politico anticipato. Il capo della Lega si è poi corretto, spiegando che l’unica alternativa che vede con questo Parlamento è un governo a guida centrodestra (che al momento però non ha i numeri), escludendo soluzioni alla tutti insieme appassionatamente, ovvero di unità nazionale. Quest’ultima ipotesi sarebbe quella più caldeggiata da Forza Italia e osteggiata da FdI. Ed è così che, durante la direzione nazionale del partito di Giorgia Meloni, si è registrata qualche fibrillazione, viene riferito, per la indecisione mostrata dagli alleati, con i quali la sinergia, negli ultimi tempi, era stata quasi totale. Le smentite di Salvini non hanno placato il nervosismo di FdI e qualcuno nel corso della direzione ha addirittura proposto di andare al Colle separati, e non più in delegazione unitaria. Ma a tarda sera questa ipotesi è stata tolta dal tavolo. Il Centrodestra andrà al Quirinale compatto, anche se con qualche diversità di vedute.


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze PostScrivi al Direttore

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