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Mattarella ricorda Segni e chiude a un secondo mandato

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella  (Foto Palinko)

ROMA – In occasione dei 130 anni dalla nascita di Antonio Segni, quarto presidente della Repubblica della storia italiana, Sergio Mattarella ha affidato a un lungo comunicato il ricordo istituzionale di un uomo tenace, dalla personalità politica eminente nell’Italia della riconquistata libertà e della costruzione democratica.

Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha ricostruito la storia politica di Segni, gli incarichi di governo iniziati con il Comitato di liberazione nazionale, le due esperienze a Palazzo Chigi e il mandato al Quirinale, durato poco più di due anni e mezzo a causa di una grave e improvvisa malattia.

Ma ha anche fatto un riferimento – che a tutti è apparso niente affatto casuale – alla proposta di riforma costituzionale che l’ex capo dello Stato avanzò a inizio anni Sessanta. «In occasione dell’avvio della IV legislatura repubblicana  – scrive Mattarella – il presidente Segni segnalò l’opportunità di intervenire sui meccanismi di elezione e nomina dei giudici costituzionali ed espresse anche la convinzione che fosse opportuno introdurre in Costituzione il principio della ‘non immediata rieleggibilità‘ del Presidente della Repubblica».

Chi ha orecchie da intendere, intenda, si deve evitare un bis di quanto accadde con Re Giorgio Napolitano, il cui incarico bis, accettato controvoglia, durò poco più di 1 anno.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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