Terrorismo, jihad: scetticismo dei francesi sull’inchiesta di Bari

PARIGI – Terrorismo, arresto Touami. Un articolo pubblicato su le Figaro di oggi, martedì 9 marzo, a firma di di Cornevin Christophe, dal titolo «In Italia, un misterioso complice del 13 novembre», illustra le forti perplessità dell’intelligence francese in merito all’operazione che ha portato all’arresto in Italia di Athmane Touami, sospettato di far parte dell’Is e di terrorismo.
«Sei anni dopo i fatti, l’indagine sulla molteplici attacchi del 13 novembre a Parigi non avrebbe svelato tutti i suoi segreti. Sarebbero arrivati a queste conclusioni i poliziotti anti terrorismo italiani che, un po ‘con sorpresa di fonti francesi consultate da Le Figaro, hanno affermato lunedì di aver fermato Athmane Touami, un algerino di 36 anni sospettato di essere un complice degli attentatori suicidi che hanno seminato la morte a Parigi e Saint-Denis nell’autunno del 2015 (137 morti, 416 feriti).
L’uomo è noto per la sua appartenenza al movimento islamico, ma non abbiamo raccolto elementi sufficienti per qualificarlo complice o supporto logistico per i terroristi – racconta a Figaro una fonte informata che chiede cautela- quest’uomo in Francia non è mai stato oggetto di fermo, né di mandato d’arresto .
Accusato di partecipazione a un’organizzazione terroristica, Touami viene inquisito dalla Procura di Bari per diretta attività di sostegno agli autori degli attentati al Bataclan, dello Stade de France e degli attacchi armati (..) avvenuti il 13 novembre, ai quali avrebbe fornito documenti falsi.
Descritto dagli italiani come appartenente all’IS, Touami sarebbe stato parte di una cellula jihadista legata alla Siria e irradiata sia in Francia che in Belgio. Come tale, sarebbe stato in contatto con Abdelhamid Abaaoud, coordinatore operativo belga-marocchino dei commandos uccisi durante l’assalto del Raid a Saint-Lens. Touami. allas Tomi Mahraz, già dietro le sbarre, sarebbe uscito il prossimo giugno.
Era stato bloccato il 17 luglio 2015, a bordo del treno Parigi-Milano, mentre viaggiava con il nome di un uomo di nome Fatah Mechkarini con una falsa carta d’identità belga. Il giorno prima, secondo gli investigatori italiani, i due sospettati avrebbero incontrato Mohamed Abrini, l ‘uomo con il cappello filmato il 22 marzo 2016 all’aeroporto di Bruxelles in compagnia di due kamikaze che si sono fatti esplodere in sala.
È stato prima di liberare Touami dal centro per migranti di Bari, che era lì almeno da maggio 2019, che la polizia ha passato al setaccio i suoi documenti falsificati. Un esame approfondito che ha permesso di stabilire che la sua carta d’identità proveniva da una rete di falsi documenti belgi denominata Catalogue, che ha fornito la maggior parte dei documenti ai terroristi del 13 novembre».
Insomma, gli investigatori francesi non escludono che Touami possa aver incontrato durante la sua permanenza in Francia Individui implicati in maniera indiretta negli attentati, ma sono ancora molto prudenti nell’affermare che l’algerino faccia affettivamente parte dell’organizzazione terroristica. E attendono gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Bari. Ricordando tutte le falle dell’intelligence d’Oltralpe in merito ai controlli su quelli che poi sono stati gli attentatori che hanno seminato la morte nelle città francesi questa loro prudenza non mi meraviglia più di tanto.
