Firenze, cattedropoli: il rettore Dei risponde al Gip per quattro ore sui concorsi a medicina

Il palazzo di giustizia di Firenze

FIRENZE – Ha pronunciato qualche parola, il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, dopo l’interrogatorio davanti al gip, Angelo Antonio Pezzuti. Sarà proprio il gip ha dover decideere sulla richiesta d’interdizione dall incarico avanzata Luca Tescaroli e Antonio Nastasi, che conducono l’inchiesta sulle presunte irregolarità in alcuni concorsi per docenti della facoltà di medicina.

«Sono stanco ma sereno e tranquillo. Io dico la verità, questa è la mia forza, è solo quella», ha detto il rettore Dei al termine dell’interrogatorio, durato quasi 4 ore. Dei è indagato dei reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità. «Il rettore ha risposto alle domande e ha avuto modo di chiarire i particolari richiesti», ha dichiarato il legale di Luigi Dei, avvocato Sigfrido Fenyes. Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori di garanzia. Sono complessivamente 39 gli indagati nell’inchiesta fiorentina ribattezzata cattedropoli. La procura diretta da Giuseppe Creazzo ha chiesto l’interdizione per nove persone. Nella richiesta di misura cautelare i pm contestano al rettore due episodi di presunta corruzione e uno di induzione indebita a dare o promettere utilità.

«Deve rilevarsi la sua inclinazione a delinquere e a commettere reati contro la pubblica amministrazione, agendo in spregio delle regole di legalità, trasparenza e correttezza», hanno scritto i pm Tescaroli e Nastasi nell’atto di accusa ora al vaglio del gip. Gli altri destinatari di richieste di misure interdittive sono il direttore generale dell’Aou di Careggi Rocco Damone, il professor Marco Carini, primario di urologia a Careggi, il direttore del dipartimento cardiotoracicovascolare Niccolò Marchionni, Sandra Furlanetto professoressa associata di chimica analitica all’Università di Firenze, Corrado Poggesi, docente ordinario di fisiologia in pensione, Francesco Montorsi, professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e Andrea Benedetto Galosi, quest’ultimo secondo gli investigatori designato come vincitore predeterminato di un concorso per professore ordinario indetto presso l’Università Politecnica delle Marche. Secondo il teorema accusatorio, illustrato dai pm Tescaroli e Nastasi nelle carte inviate al gip, esisteva «un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria, ovvero in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato».

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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