Le parole della ministra

Firenze: Lamorgese parla di scuola, mafie, ius soli e immigrazione

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese 
ANSA / MATTEO BAZZI

FIRENZE – Ius soli e scuola. L’unica cosa che deve riaprire assolutamente è la scuola. Lo ha detto Luciana Lamorgese, ministra dell’ Interno, intervenendo al convegno Pensa 2040: Cultura e cittadinanza attiva come strumento chiave di lotta alla criminalità organizzata in corso a Firenze. «Mi auguro davvero che in fretta si possa ripartire, anche il presidente Draghi lo ha detto l’altro giorno», ha aggiunto Lamorgese .

Per la ministra «la scuola non è soltanto un momento di insegnamento ma è il momento di formazione, aggregazione, di seguire da parte anche degli insegnanti quelli che sono anche dei segnali di insofferenza, di segnalarlo ai genitori. C’è tutto un mondo dentro, che non è soltanto la lezione che si può fare al momento. Quello che manca oggi non è tanto la lezione che si può fare anche a distanza, ma tutto quello che c’è intorno, e che per me è fondamentale».

Ma Lamorgese non ha parlato soltanto di scuola, soffermandosi anche su altri argomenti di attualità, soprattutto dopo le recenti uscite del nuovo segretario del Pd, Enrico Letta.

Innanzitutto la mafia, «la cultura dell’antimafia è fondamentale, da qui dobbiamo partire, dai giovani, dalle scuole, dal teatro, da iniziative che pesano a livello di partecipazione. Dobbiamo investire nella scuola e nei nostri giovani, di cui purtroppo si parla poco, loro rappresentano il nostro futuro e per noi questa dovrebbe essere una priorità».

Poi lo Ius soli, considerato un argomento sicuramente importante «su cui e’ necessaria una grande condivisione in Parlamento. Sono proposte e norme che vanno valutate in Parlamento».

Poi ovviamente l’ Immigrazione, e in Toscana la ministra non poteva non far riferimento al metodo di accoglienza  diffusa. Informando che il Ministero dell’interno  ha preso contatti con l’Anci perché vengano individuate anche le strutture. «Devo dire che non sempre quello che sembra facile poi lo e’ effettivamente, perché sul territorio tante volte i sindaci non danno disponibilita’, e vorrei anche dire che non c’e’ differenza di partito».

«Occorre una sensibilizzazione individuale maggiore, e lo dico non perche’ i numeri siano aumentati, ma perche’ siccome l’immigrazione e’ un fenomeno strutturale occorre che ci sia una piena consapevolezza, una piena responsabilita’ da parte di tutti, da parte dello Stato a cui tocca gestire un problema cosi’ complesso, e da parte degli enti locali che hanno una condivisione di responsabilita’ con noi».

Reati on line sono aumentati «perché come noi siamo stati a casa bloccati dal lockdown, analogamente e facilmente le organizzazioni criminali si sono introdotte nei sistemi informatici, per cui abbiamo costituito e sarà prossima l’istituzione di una direzione centrale che si occuperà di questo tipo di reati. Il ministero dell’Interno ha costituito un organismo di monitoraggio di questo tipo di reati online, la nuova direzione centrale avrà un’implementazione anche su tutto il territorio nazionale, quindi con uffici che saranno non soltanto su Roma ma che verranno replicati in sede territoriale, proprio per far fronte a un’emergenza che ho già avvertito in misura maggiore».

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