La Scuola Superiore sparisce dopo 70 anni

Macron chiude l’Ena (scuola per amministratori), sparisce un simbolo della grandeur francese

PARIGI – Emmanuel Macron annuncia la chiusura dell’Ena, l’Alta scuola di formazione dei quadri della Repubblica francese, costituita da Charles de Gaulle all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. È stata la fucina della classe dirigente francese, di destra e di sinistra. Quasi tutti i Presidenti della Repubblica e molti primi ministri erano ex allievi della Grande Scuola.

S’intende così spezzare radicalmente l’idea che la Francia sia governata da una sempiterna casta che si autoriproduce e che è simbolizzata dal reclutamento all’École Nationale d’Administration. Presidenti, primi ministri, ministri, grand commis di Stato da quarant’anni portano quel marchio che equivale a un timbro, un sigillo di garanzia di professionalità e alta formazione.

Di questa apparteneza quasi tutti si fanno vanto. Nelle elezioni presidenziali del 2007 la prima donna candidata all’Eliseo, la socialista Ségolène Royal esibiva con orgoglio la sua promozione “Voltaire” del 1980 (ogni anno all’Ena il corso prende il nome di un grande francese), ma fu battuta nello scontro con Nicolas Sarkozy, candidato della destra che invece faceva un vanto curricolare di non essere passato per l’Ena.

Il suo successore, François Hollande era invece anche lui diplomato in quella promozione “Voltaire” dove aveva conosciuto Ségolène, poi diventata madre dei suoi quattro figli. E proprio Hollande affermò che l’Ena era un fluido che trasmetteva potere, una pozione magica che si trasmette per consuetudini, Parlando di Segolène diceva: «Ci vediamo spesso, passiamo le vacanze insieme, feste e veglioni di fine anno. I nostri figli si conoscono. È soprattutto un legame di amicizia che ci ha permesso di restare forti anche nei momenti difficili della carriera».

Come ha spiegato a Le  Parisien François Miquel, altissimo funzionario dello Stato, in merito alla filosofia della formazione degli enarchi, «al centro di tutto c’è la difesa del ruolo dello Stato».

Emmanuel Macron nel suo curriculum non vanta soltanto soltanto l’Ena ma anche Sciences-Po (altra grande scuola del circuito delle élites parigine). Ex enarchi sono stati i suoi due primi ministri Edouard Philippe e Jean Castex (ora in carica), lo è Bruno Le Maire, ministro dell’economia.

Ma adesso tira una brutta aria per gli enarchi. Un deputato macronista ed ex enarca, Sylvain Waserman, che sostiene la decisione di Macron, è stato esplicito: «Dobbiamo uscire dal meccanismo per cui si arriva ai vertici dell’amministrazione con una specie di percorso obbligato: grandi licei parigini/Sciences Po/Ena che porta brillantissimi ragazzi di 26 anni figli di ex enarchi in posti di primo piano ma senza alcuna esperienza». Noi in Italia abbiamo precorso i tempi, le esperienze che contano sono quelle di steward negli stadi…..

Macron  ha parlato di rompere il copinage  (solidarietà di «casta»)  tra alti funzionari e rifondare il metodo di reclutamento dei quadri destinati alle alte funzioni di Stato. A un anno dalle presidenziali in cui tutti i sondaggi danno vicina al 50 per cento Marine Le Pen, l’ex enarca Macron chiudendo un santuario come l’Ena gioca una carta ad alto valore simbolico, ma affronta anche un rischio da giocatore di poker. Siamo passati da De Gaulle a Macron, un segno del degrado (alcuni dicono dell’evoluzione) dei tempi.

Personalmente credo che una scuola che formi la futura classe dirigente del paese sia assolutamente necessaria. Vediamo il disastro italiano. Abbiamo una classe dirigente raccogliticcia, senza alcuna formazione professionale specifica, e i risultati si vedono.

Posso testimoniare una personale esperienza, che ha segnato la mia formazione professionale. Nel 1978 per la prima volta due funzionari prefettizi italiani furono ammessi a frequentare due istituzioni prestigiose di alta formazione francese: l’IAP (Institut d’Administration Publique) che dava una formazione di cultura e di amministrazione ed economia alla francese ai funzionari di altri Stati, e l’Ena, con esperienze anche in due prefetture francesi.

E’ stato un arricchimento professionale e personale di altissimo livello. In seguito altri colleghi del Ministero dell’Interno hanno seguito il nostro esempio, insieme ad altri funzionari di diversi Paesi Ue. Uno scambio interculturale e di esperienze amministrativa e di vita, che ha sortito effetti positivi per la classe dirigente non soltanto francese, ma europea. Ed è un peccato che il più alto simbolo di questa tradizione scompaia per ragioni essenzialmente di populismo e di propaganda elettorale.

De Gaulle, Ena, macron


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080