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Agrigento: Gip assolve Rackete, ha salvato vite migranti, pur contro la legge italiana

Carola Rackete con i compagni della sinistra, anche stavolta la magistratura ha funzionato

AGRIGENTO – Come volevasi dimostrare la magistratura di Agrigento si dimostra ancora una volta molto benevola nei confronti di Carola Rackete, assolvendola dall’accusa di aver violato i decreti Salvini e di aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, mettendo in serio pericolo le vite dei militari. La Motivazione? Avrebbe salvato le vite dei migranti e questo, secondo i magistrati, giustifica ogni eventuale illecito. La gip di Agrigento Alessandra Vella, come si apprende, ha accolto la richiesta della Procura di archiviare l’inchiesta su Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, che due anni fa venne arrestata per resistenza o violenza contro una nave da guerra. Il Procuratore Luigi Patronaggio aveva chiesto di non processare la comandante tedesca e la gip, la stessa che aveva scarcerato Rackete che era finita agli arresti, ha accolto la richiesta archiviando l’indagine. A parere loro dunque le vite dei migranti vanno valutate come beni da salvare assolutamente, mentre mettere in pericolo le vite dei servitori dello Stato può essere ammesso.

Mentre la sinistra schierata esulta per la sentenza, duri i commenti del centrodestra: «Archiviazione definitiva per Carola Rackete. In Spagna viene schierato l’esercito per fermare gli sbarchi e in Italia chi sperona una motovedetta militare della Guardia di Finanza – per portare immigrati irregolari – la passa liscia. Che rispetto può avere l’Italia nel mondo se viene permesso di umiliare lo Stato in questo modo senza subire alcuna conseguenza?». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.


Ezzelino da Montepulico


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