Cashback ha fallito, lo afferma Confesercenti. Per questo è cessato

ROMA – Il cashback non ha funzionato, lo dimostra il fatto che dei 5 miliardi messi a disposizione per la misura ne è stata utilizzata solo una parte. La somma ‘avanzata’ potrebbe essere utilizzata per introdurre delle misure che effettivamente stimolino l’utilizzo della moneta elettronica, come la riduzione delle commissioni che devono pagare le attività commerciali per le transazioni. E’ la proposta del segretario generale della Confesercenti, Mauro Bussoni, illustrata all’Adnkronos. ‘I risultati del cashback sono stati inferiori alle attese”, afferma. Tra gli obiettivi mancati, ”sicuramente c’è l’aumento dei consumi e il contrasto all’evasione’.

Il governo ha deciso di non confermare la misura proprio perché ”non ha dato i risultati attesi’, spiega Bussoni. Inoltre bisogna considerare che questo strumento ‘favorisce una ‘classe’ di consumatori più abbienti; non era un provvedimento di equità sociale e quindi il fatto che venga interrotto non ci coglie di sorpresa’. ‘Il numero delle persone che si sono iscritte per partecipare al cashback è stato molto più basso delle attese’ e la ”cifra notevole messa a disposizione, pari a 5 miliardi di euro, poteva essere investita molto meglio, ribadisce il segretario. ”Sarebbe stato meglio adottare dei provvedimenti che abbattessero i costi della moneta elettronica” per ”far pagare meno le transazioni’. ‘Questo favorirebbe un maggior utilizzo della moneta elettronica”, assicura Bussoni. Per le attività ”costa molto ed è inversamente proporzionale alle dimensioni delle imprese: più l’impresa è piccola èpiù pesa”. Quindi, ”visto che il cashback non ha funzionato, si potrebbero spendere i soldi avanzati per abbassare le commissioni che pagano i commercianti”, conclude il segretario.

Cashback, confesercenti, fallimento

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080