Scuola, rientro e vaccinazioni: preoccupa la variante Delta, Governo e Regioni debbono intervenire alla svelta


ANSA/ MATTEO CORNER

A due mesi dalla ripresa dell’anno scolastico, il tema della vaccinazione dei docenti e del personale della Scuola, è all’ordine del giorno. In particolare è animato il dibattito sull’opportunità di introdurre l’obbligo di vaccinazione anti Covid per insegnanti e ATA: il Commissario straordinario all’emergenza, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, esorta Regioni e le Province Autonome ad incentivare la somministrazione del vaccino all’intera categoria, considerandola prioritaria e attivando corsie preferenziali presso gli hub locali ed attuando proattivamente il metodo di raggiungimento attivo del personale che non ha ancora aderito alla campagna vaccinale, coinvolgendo anche i medici competenti per sensibilizzare la comunità scolastica in maniera ancor più capillare.

Il governo vuole evitare che si ritorni sui banchi virtuali: l’obiettivo è scongiurare il ricorso massivo alla DAD, come ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. tutti, vaccinati e non, potranno andare a scuola in presenza.

Ovviamente, i limiti logistici ed i rischi restano evidenti nelle strutture scolastiche (aule piccole, classi numerose, pochi spazi aperti) e per quanto concerne i trasporti pubblici, a dir poco insufficienti. Non è dunque pensabile, soprattutto alla luce della repentina diffusione della variante Delta (particolarmente rapida nel propagarsi proprio tra i più giovani), che si possa rientrare in aula senza mantenere tutti gli standard anti Coronavirus fin qui seguiti, a partire da mascherine e distanziamento. Alla luce di tutto ciò, appare evidente come sia oggi fondamentale completare il programma di somministrazione del vaccino agli insegnanti. Incerta invece la linea da seguire per i più piccoli, non essendo possibile vaccinare i bambini sotto i 12 anni. Almeno non fino a quando sarà terminata la sperimentazione (forse per fine 2021, inizio 2022). Al momento, però non sembra applicabile alcun obbligo di vaccinazione per gli insegnanti, almeno secondo le anticipazioni del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: al momento l’ipotesi di estendere l’obbligo vaccinale al personale scolastico non è sul tavolo perché non abbiamo ancora numeri certi che ci permettono di identificare l’entità del problema. Qualora ci dovesse essere una problematica rilevante sotto questo aspetto è una delle riflessioni che certamente dovremmo fare.

Il Generale Figliuolo aveva evidenziato come ancora mancassero all’appello almeno 2220.000 unità di personale scolastico da vaccinare. La percentuale complessiva del personale vaccinato risulta del 72% circa a livello nazionale, mentre le regioni che superano abbondantemente questo valore sono Campania, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Toscana, Marche e Molise. Il Lazio si ferma al 75%, superando il Veneto e il suo 73%.

Resta comunque l’incertezza sulla ripresa scolastica, se tutti in presenza o ancora in parte con la Dad, che ha causato molti disagi a molte famiglie, non attrezzate per questa modalità.

Occorre che Governo e Regioni si mettano al lavoro alla svelta, l’anno scolastico è alle porte e le famiglie e il personale scolastico non possono sopportare ancora uno stato d’incertezza preoccupante.

 

 

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