Pisa, studente carbonizzato: la procura ipotizza istigazione al suicidio. Nel mirino anche un videogioco

Lo studente Francesco Pantaleo

PISA – E’ morto carbonizzato, Francesco Pantaleo, e forse suicida: ma qualcuno potrebbe averlo incoraggiato, o addirittura indotto, al gesto estremo. E’ quanto ipotizza la procura di Pisa nel fascicolo aperto sulla morte dello studente universitario di 23 anni, di Marsala (Trapani), trovato carbonizzato nelle campagne di Pisa il 25 luglio. Tra gli accertamenti tecnici, oltre all’autopsia, in programma domani, martedì 3 agosto 2021, vengono incaricate anche indagini specialistiche sul web e sui dispositivi elettronici in possesso del 23enne.

La procura affiderà a un consulente tecnico anche l’incarico di eseguire la copia forense dei dati contenuti nel pc portatile (dal quale Francesco ha cancellato tutti i files) e nello smartphone. Sono dispositivi mobili che il giovane aveva lasciato nella stanza che occupava, nell’appartamento nel quale viveva in affitto a Pisa insieme a due coinquilini.

Dalla casa è uscito la mattina del 24 luglio, poi è scomparso per oltre un giorno prima di essere ritrovato carbonizzato il 25 luglio in un campo a circa 5 chilometri di distanza, nella campagna di San Giuliano Terme (Pisa), da una ragazzina a passeggio col cane. La procura inoltre chiederà ai consulenti di scandagliare soprattutto la navigazione sul web e anche le chat di un videogioco di combattimento con il quale il 23enne giocava online molto spesso. Il gioco è stato rimosso dal computer.

Francesco Pantaleo, indagini della procura, studente carbonizzato


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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