Covid: green pass obbligatorio da venerdì. E il governo decide su scuola e lavoro

ANSA/EMANUELE VALERI

Sono già partiti per la prima settimana delle vacanze d’agosto, gli italiani: con il green pass a portata di mano, oltre al costume da bagno. Da venerdì 6, il certificato verde sarà obbligatorio per tante cose, compresa la libertà di sedersi al ristorante. O quella di consumare cappiccino e brioche al tavolo del bar. E ancora: entrare al cinema, in palestra, alle terme Ma c’è naturalmente di più: il governo sta pensando a scelte fondamentali in vista dell’avvio dell’anno scolastico e anche della ripartura delle fabbriche e degli uffici, a settembre.

SINDACATI – Mario Draghi ha incontrato i sindacati per affrontare il tema del green pass in fabbrica e nei luoghi di lavoro. Il confronto arriva a poche ore dalle dichiarazioni del leader della Cgil, Maurizio Landini, che ha detto che non c’è nessun no pregiudiziale sull’uso obbligatorio del certificato verde, ma ha respinto l’ipotesi di sanzioni per chi decide di non vaccinarsi. Sulla stessa linea il segretario Uil, Pierpaolo Bombardieri, e Luigi Sbarra della Cisl. Tutti e tre dicono una cosa sola: non si cerchi la scusa del green pass per aggirare il divieto di licenziamento. E ancora: nulla in contrario sul principio all’estensione del green pass ai luoghi di lavoro, ma con la consapevolezza che non può diventare strumento da usare per licenziare e discriminare lavoratori e lavoratrici. Ragionamento che non fa una piega, ma mi chiedo perchè un principio così logico e civile possa essere messo in discussione da qualche imprenditore, fino a far diventare i sindacalisti campioni della legalità e del buon senso.

SCUOLA – Intanto, come accennato, da venerdì sarà obbligatorio il famoso green pass per spettacoli, cinema, centri termali, piscine, palestre e ristoranti al chiuso. Un cambio di passo che impone agli esercenti di intervenire per evitare di incorrere in multe o di chiudere. Nei prossimi giorni è in arrivo un provvedimento che prevede un prezzo calmierato dei tamponi, che potrebbe attestarsi sui 6-7 euro. E in settimana il dossier scuola dovrebbe finire all’attenzione del governo. La scuola è una priorità assoluta per Draghi. Nel governo si auspica un avvio dell’anno in presenza. Un obiettivo che si confronta, ogni giorno, con i dati relativi al piano vaccinale. Così come annunciato dalla struttura commissariale, a partire dalla terza settimana di agosto, sarà disponibile un milione di dosi in più di Pfizer. Ad oggi, comunque, circa l’85% dei docenti è immunizzato o in attesa del richiamo. Numeri che potrebbero portare ad attendere alcune settimane, sperando di raggiungere quota 90%, prima di intervenire con provvedimenti più forti. La data è sempre quella del 20 agosto, giorno in cui alla struttura commissariale verrà consegnata una quantificazione delle mancate adesioni a fini statistici, nel rispetto della privacy e delle scelte personali.

TRASPORTI – I governatori sostengono che chi lavora nella scuola deve vaccinarsi. Il documento verrà illustrato mercoledì alle Regioni. Non è da escludere che proprio il 4 agosto possa, quindi, esserci la cabina di regia e un Cdm che riguarderà, oltre all’esame del piano del ministero dell’Istruzione, anche l’obbligo del Pass per i trasporti a lunga percorrenza, anche se si sta ancora ragionando sulla eventuale entrata in vigore del provvedimento che non riguarderà il trasporto pubblico locale. Sul punto, però, è stato chiesto alle Regioni un piano sul potenziamento dei mezzi in vista di settembre che dovrà fare i conti con il problema del distanziamento a bordo dei bus. Per il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, sui trasporti bisogna prevedere un incremento. Ma per aumentare l’offerta del servizio è indispensabile investire. Con due obiettivi: tenere lontano il virus, ma anche, e finalmente, permettere ai pendolari e a tutti i viaggiatori di spostarsi comodamente, con orari ben cadenzati e liberandosi della sindrome carro-bestiame. Alla quale non pochi amministratori non hanno mai saputo trovare rimedi. Vogliamo sperare che al ritorno al lavoro, dopo queste vacanze di agosto 2021, qualcosa sia cambiato? E che, almeno ci siano più bus o vagoni ferroviari a disposizione? Si spera. Ma ho una paura: che sia, questa in cui scrivo, una notte di mezza estate. Dove si può solo sognare. Perchè la realtà…

 

 

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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