Green pass: Malan (FdI) bacchetta il Viminale, la circolare è piena di errori di stampa, crea confusione

ROMA – Firenzepost si era accorta subito che la circolare Frattasi sul green pass, pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno, era  stata riportata con lo scanner, che quindi inevitabilmente contiene errori di trascrizione, non controllati. Ma per carità di patria non aveva sottolineato questo fatto increscioso, denunciato invece dal senatore Malan (FdI)., che trascrive puntualmente tutti gli errori di stampa e le conseguenti incertezze interpretative da parte degli interessati, ai quali consigliamo di leggere la versione riveduta e corretta da noi. Ecco quanto afferma Malan:

«Al sesto giorno di applicazione del decreto-legge del 23 luglio sul Green Pass e’ sempre piu’ difficile comprendere le regole affrettatamente imposte dal Governo. Ci sono voluti ben 18 giorni dalla pubblicazione perche’ il Capo di Gabinetto del Ministro Lamorgese, il dott. Frattasi, desse disposizioni sulla sua applicazione attraverso una circolare
di ben quattro pagine fitte, con piu’ di venti rimandi a norme. Queste pagine, benche’ dirette ai Prefetti, vanno applicate da centinaia di migliaia di operatori, esercenti, commessi, camerieri e volontari e altri, dai quali non si puo’ pretendere la preparazione giuridica di alti funzionari dello Stato. E chi sgarra si prende multe fino a 1000 euro o addirittura la chiusura dell’esercizio da uno a dieci giorni. Gia’ e’ difficile leggere un documento per gli errori ‘di stampa. A volte sono errori decifrabili come, ‘celtificazione’ (scritto cosi’ due volte) ‘occorre ilmanzitutto precisare’ o ‘i pubblici i!{ficiali nel!’esercizio delle relative funzioni’, mentre e’ piu’ difficile individuare gli ‘impiru1ti sportivi’. Ma come interpretare il documento quando dice che nella prima fase la ‘verifica ricolTe in ogni caso’ ma nella seconda ‘tale verifica non ricone indefettibilmente’? Qui andiamo sulla sostanza: la verifica (dell’identita’) ‘non ricone’, e dunque si deve fare o no? Ti multano o no? Chiudono il locale o no? Peggio ancora quando si dice che la verifica dell’identita’ si rendera’ comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme’. E cioe’? Il cameriere e il commesso devono giudicare in pochi secondi cose che se affidate a un tribunale attendono mesi prima dell’esito? Ma, attenzione, la circolare dice che ‘la verifica di cui trattasi dovra’ in ogni caso essere svolta con modalita’ che tutelino anche la riservatezza della persona nei confronti di’ (scritto cosi’) terzi. E cioe’? Vuol dire che per verificare l’identita’ il cliente e il controllore si devono allontanare e andare in un luogo riservato? E se nel frattempo arriva un controllo? Ecco una parziale risposta: “Con tiguru·do a quanto immediatamente precede, occorre anche puntualizzru·e che, qualora si acce1ti la non corrispondenza fra il possessore della ce1iificazione verde e l’intestatru·io della medesima, la sanzione di cui all’art.13 del citato decreto-legge n. 52/2021 risultera’ applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilita’ anche a carico dell’esercente. Ancora una volta: No, ma si”. L’esercente non viene multato, purche’ non abbia responsabilita’. Dunque puo’ venire multato».

«Sono norme comunque onerose, ma che i grandi operatori possono in qualche modo affrontare, sia pure aumentando le spese e dunque i prezzi. Ma quelli piccoli? Chi ha un baretto che oggi gestisce da solo, dovra’ avere un’altra persona per controllare il lasciapassare: le spese raddoppiano e dunque si chiude. E’ indicativo che la circolare consenta, bonta’ sua, che per gli spettacoli aperti al pubblico e gli eventi sportivi il controllo possa essere affidato ai cosiddetti steward, che devono aver fatto un corso apposito – conclude il senatore -. Questo puo’ andare
bene per un grande club di serie A di calcio. Ma lo sanno al Viminale che la realta’ quotidiana e’ fatta di piccoli concerti e di gare sportive dilettantistiche dove organizzatori e protagonisti sono volontari che perdono tempo e denaro o tutt’al piu’ stanno a stento nelle spese?»

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Ezzelino da Montepulico


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