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Recovery, la road map di Draghi: evasione fiscale ridotta del 15% e multe a chi non usa il pos

Mario Draghi

ROMA- L’Europa guarda l’Italia con benevolenza mista a severità. I fondi del Recovery arriveranno solo in cambio di nuove regole certe. Sono 63 le riforme legate al sostegno de,ll’Europa, di cui 23 entro il 2021. Diciamo che il Paese è già partito con il piede giusto, come Mario Draghi ha voluto: riforma della pubblica amministrazione, giustizia, semplificazioni, appalti, sono già stati varati in Consiglio dei ministri. Ma la road map è complessa e non si può mancare nessuno step, per evitare di mettere a rischio i fondi. Perciò, alla vigilia del Ferragosto ai ministri arriva un ordine perentorio da Palazzo Chigi: rispettare le scadenze. L’Ue stanzia per l’Italia 1,4 miliardi aggiuntivi, nel quadro di React-Eu, a sostegno della ripresa economica, per finanziare sanità e università ma anche la rete idrica del Sud. Entro la settimana sono poi attesi da Bruxelles i primi 25 miliardi, sui 191,5 totali, per finanziare i 151 investimenti previsti dal Pnrr.

ESERCENTI – Per accompagnare e velocizzare la realizzazione delle opere sarà necessaria una fitta attività normativa del governo. Qualche esempio? Ridurre l’evasione fiscale, in cinque anni, almeno del 15%. Anche con sanzioni agli esercenti che rifiutano il Pos. Programmare tre anni di spending review, tra il 2023 e il 2025, per finanziare riforme come quella delle tasse. E poi fin da subito, entro l’anno, un pacchetto di misure che vanno dalla rete ferroviaria e la sicurezza dei ponti al Cloud, dalla riforma delle classi di laurea al biometano pulito. L’elenco è lunghissimo:Ecco perché il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli invia ai ministri una road map degli interventi divisi per ministero e ricorda la necessità di rispettare i tempi e il programmato e approfondito esame delle riforme. Mario Draghi ha già messo in agenda per settembre due interventi difficili – anche perché ad alta conflittualità politica – come la legge sulla concorrenza e la delega fiscale. Sulla concorrenza ci sarà una legge ogni anno, da qui al 2024, per aumentare le gare degli appalti per servizi pubblici locali (a partire da rifiuti e trasporti) ed evitare l’ingiustificata proroga delle concessioni agli operatori storici: per porti, autostrade, idroelettrico.

CONTATORI INTELLIGENTI – Per l’energia, l’obiettivo è concreto: 33 milioni di contatori intelligenti di seconda generazione entro il 2025. Quanto al fisco, la riforma non compare tra quelle vincolanti ai fini del Recovery, ma la sua completa realizzazione – che ha bisogno di svariati miliardi non in deficit – potrebbe dipendere anche dalla spending review che l’anno prossimo il governo dovrà programmare dal 2023 al 2025, con un occhio allo stimolo alla crescita e ai criteri di bilancio Green e di parità di genere. Quanto alla riscossione, per la quale la relazione annuale prevede un’attenzione all’economia digitale e le criptovalute, si punta a incentivi mirati ai consumatori e sanzioni amministrative effettive, come detto, a chi rifiuta il pagamento elettronico. L’obiettivo è ridurre del 15% nel 2024 rispetto al 2019 la “propensione all’evasione” di tutte le imposte (tranne accise e Imu); portare a 2,3 mln le dichiarazioni Iva precompilate entro giugno 2023 e aumentare del 40% le “lettere di conformità” entro il 2024, con un 30% in più di gettito. Si punta a ridurre a 30 giorni (60 per la sanità) i pagamenti della Pa. Entro l’anno arriverà la riforma delle politiche attive del lavoro, dai centri per l’impiego alla Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol) che dovrebbe coprire 3 mln di disoccupati e formarne 800mila entro il 2025.

LAVORO – Nel 2022 è atteso il piano contro il lavoro sommerso, per ridurne l’incidenza del 2%. Imminenti sono interventi sui trasporti, da quello locale e i ponti, al contratto con Rfi. Entro l’anno è attesa una normativa per promuovere il gas rinnovabile, rafforzando il sostegno al biometano pulito, e per programmi di controllo dell’inquinamento atmosferico. Per triplicare gli alloggi per gli studenti fuorisede, portandoli da 40mila a oltre 100mila entro il 2026, il ministero dell’Università deve approvare entro l’anno una legge per incentivare i privati. In cantiere ci sono anche la riforma delle classi di laurea, la riforma delle lauree abilitanti e dei dottorati. Entro dicembre sono previste la riforma delle Zone economiche speciali e una legge quadro sulla disabilità, oltre alle norme per Cloud first e tecnologie informatiche (Ict) nella Pa.

SCUOLA – Su appalti pubblici (l’anno prossimo la riforma del codice), giustizia e semplificazioni c’è da concludere il lavoro già avviato. Mentre è fitta l’agenda dei primi sei mesi del 2022, dalla riforma della gestione dei rifiuti, disincentivando le discariche, all’economia circolare, dalle misure per l’idrogeno al dissesto idrogeologico, dalla sanità territoriale, fino al reclutamento degli insegnanti. Si interverrà su proprietà industriale e guide turistiche. La scuola vedrà riformati anche gli istituti tecnici e professionali e l’intero sistema dell’istruzione cambierà (tra il 2022 e il 2023) sia per migliorare i risultati, sia per adeguare il numero di alunni per classe. Tanti governi hanno scommesso, o provato a scommettere sull’istruzione, ma la dispersione scolastica è aumentata. E troppi ragazzi si sono persi per strada prima di arrivare non tanto a un pezzo di carta, quanto a una vera e spendibile formazione professionale.

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Ernesto Giusti


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