Biden: «E’ di Trump l’accordo con i Talebani». Replica: «Tu sei incompetente». Ma l’Europa rischia l’invasione dei profughi

Joe Biden
EPA/Oliver Contreras / POOL

WASHINGTON – «La nostra missione in Afghanistan  era prevenire un attacco terroristico». Lo ha detto il  presidente Joe Biden, in un messaggio dalla Casa Bianca. Quindi la responsabilità di venire via, e di trasformare l’Afghanistan in un altro Vietnam non sarebbe sua. Ma Trump non ci sta a fare da capro espiatorio. E alla fine del messaggio presidenziale fa circolare la sua risposta, dove dice che il problema non sta nell’aver lasciato l’Afghanistan, ma nel modo, e soprattutto nell’incompetenza, manifestata nell’uscita. Non basta: nello stesso messaggio dalla Casa Bianca, scelto per trovare una giustificazione alla fuga da Kabul, Biden ha stupito gli osservatori, quando ha detto di non voler mettere a repentaglio i soldati americani per la guerra civile in un altro Paese. Allora il conflitto scatenato in Afghanistan dopo l’11 settembre 2001 fu solo per andare a prendere Osama Bin Laden? Combattendo poi per 20 anni? Gli Stati Uniti, nazione con grandi pregi e immensi difetti, hanno mostrato inadeguatezza: anche come gendarmi del pianeta o come paladini dell’Occidente. Dando un colpo tremendo anche alla credibilità delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Perchè, caduta Kabul, la conseguenza sarà una colossale invasione dell’Europa da parte dei cittadini in fuga che non vogliono restare sotto i Talebani. La loro disperazione si è vista anche da parte di chi si è attaccato aghli aeerei, precipitando nel vuoto, pur di non sottostare al nemico integralista. Qualche Stato, come l’Austria, si è già affrettato a sbarrare le porte ai profughi ma altri Paesi, come l’Albania, hanno dato disponibilità ad accoglierli. Conseguenza? Scapperanno un po’ ovunque, senza controllo. E con conseguenze immaginabili.

EREDITA’ – Quindi Biden ha precisato: «Dovevo cegliere tra rispettare un accordo ereditato  dal presidente Trump o continuare a combattere i Talebani. Riconosco che il mondo sta assistendo a un rapido collasso, ma la missione degli Stati  Uniti non e’ mai stata quella di costruire una nazione. Abbiamo  dato al governo afghano ogni strumento per decidere il loro  futuro. La scelta che avevo era proseguire l’accordo negoziato da Donald Trump con i Talebani o tornare a combattere. Dopo vent’anni, ho imparato che non ci sarebbe mai stato un buon momento per ritirare le forze americane dall’Afghanistan. Non mi sono pentito, difendo fermamente la mia scelta, dovevamo sconfiggere al Qaida, non costruire una nazione. Gli americani non andranno ancora a combattere e morire in una guerra che l’esercito afghano stesso non vuole combattere per il suo Paese, nonostante gli abbiamo fornito tutte le opzioni possibili contro i talebani».

AFGHANI – Il presidente ha minacciato una risposta devastante se i Talebani attaccheranno gli interessi americani, in particolare durante le operazioni di evacuazione in corso a Kabul. In caso di attacco la risposta sarà rapida e potente, promettendo di difendere i cittadini americani con l’uso devastante della forza, se necessario. Quanto alla situazione attuale, Biden ha detto: «Assumeremo il controllo del traffico aereo. Nei prossimi giorni intendiamo trasportare fuori dal paese migliaia di civili Usa, anche dei nostri alleati, presenti ancora a Kabul. Ho annunciato un’operazione ad hoc che ha già consentito di elargire 2.000 visti speciali agli afghani che hanno collaborato. Difenderemo i nostri concittadini con forza devastante se necessario, in poco tempo con obiettivi mirati, in maniera celere e risoluta. Poi concluderemo il ritiro militare e porremo fine alla guerra più lunga del Paese». E ancora: «Continueremo a sostenere il popolo afghano con la forza delle diplomazia, con la nostra influenza umanitaria, tuteleremo la stabilità del Paese, parleremo a favore delle donne e delle ragazze afghane, difenderemo i loro diritti. I diritti umani devono essere al centro della nostra politica estera, non con il dispiegamento di soldati bensì con la diplomazia e con strumenti economici».

VIETNAM – «Io – ha aggiunto – ero giovane durante la guerra in Vietnam, non voglio che si ripeta in Afghanistan quello che abbiamo vissuto allora, anche se qualcuno ha paragonato il ritiro americano da Kabul alla fuga da Saigon. So che sarò criticato, però preferisco essere criticato piuttosto che passare questa decisione a un altro presidente, il quinto. Sono il presidente degli Stati Uniti, quindi alla fine è mia la responsabilità per quello che sta succedendo oggi in Afghanistan. Sono profondamente rattristato per i fatti che dobbiamo affrontare – ha aggiunto – ma non provo rammarico per la mia decisione di mettere fine all’impegno bellico in Afghanistan. Non posso chiedere e non chiederò alle nostre truppe – ha concluso – di combattere senza fine la guerra civile di un altro Paese».

11 SETTEMBRE – La decisione presa dagli Stati Uniti dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 di andare a combattere in Afghanistan aveva l’obiettivo di impedire che potesse succedere di nuovo, annientando il terrorismo. Come ha ricordato nel suo intervento sulla situazione in Afghanistan il presidente Joe Biden, l’obiettivo di uccidere Osama Bin Laden è stato raggiunto. Ma «noi siamo andati in Afghanistan per fermare quelli che ci avevano attaccati, non per costruire uno Stato. Il nostro obiettivo resta quello di combattere il terrorismo, lo facciamo in altre parti del mondo, e se servirà torneremo a farlo anche in Afghanistan».

GHANI – Quindi Biden ha criticato i leader politici afghani per aver lasciato il Paese. Tra loro figura il presidente Ashraf Ghani, che è già partito, ufficialmente per favorire una soluzione pacifica con i Talebani. «I leader politici afghani – ha detto Biden – si sono arresi e hanno lasciato il Paese. L’esercito afghano e’ collassato, in alcuni casi senza neanche combattere. Se qualcosa, gli sviluppi della scorsa settimana rafforzano, è che mettere fine al coinvolgimento militare americano in Afghanistan e’ stata la decisione giusta».

TRUMP – Ma alla fine del messaggio di Biden, arriva la replica di Donald Trump, il quale accusa Biden d’incompetenza: Il problema non è che abbiamo lasciato l’Afghanistan. E’ il modo grossolanamente incompetente in cui lo abbiamo fatto».

11 settembre, afghanistan, Biden, Casa Bianca, Trump, Vietnam


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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