Viterbo: rave party fra Lazio e Toscana, dopo 5 giorni e un morto si riunisce il Comitato sicurezza


ANSA/MASSIMO PERCOSSI

VITERBO – È arrivato al quinto giorno consecutivo il rave party organizzato tra il Lazio e la Toscana. L’evento non autorizzato, che ha chiamato a raccolta giovani da tutta Europa, è in corso nelle campagne di Valentano nel Viterbese dalla notte fra il 13 e il 14 agosto. Le forze dell’ordine stanno controllando da giorni la zona a ridosso del terreno per impedire nuovi accessi. In corso una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura.

«Situazione fuori controllo, nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento». Così l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato in merito al rave in corso a Mezzano nel viterbese. “I servizi della Asl segnalano una situazione grave” aggiunge.

Intanto la Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte di un ragazzo di 25 anni avvenuta al rave. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del Mezzano, dove il ragazzo era stato visto immergersi. I magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia disposta per accertare le cause del decesso.

I partecipanti vengono da tutta Europa e non è raro imbattersi in targhe tedesche, francesi, polacche, spagnole, olandesi. Alcuni ragazzi parlano di una seconda vittima dopo il giovane annegato nel lago, ma la notizia non è stata confermata né dai carabinieri di Valentano né dal sindaco del Comune viterbese, Stefano Bigiotti.
L’attacco di Giorgia Meloni a Luciana Lamorgese “Sono cinque giorni che va avanti il rave party di Mezzano (Viterbo) tra droga, alcol e illegalità. Nonostante sia anche morto un ventiquattrenne, nessuno è ancora intervenuto a sgomberare il campo. Lamorgese (Ministra degli Interni), ma dove sei?”, scrive su Fb Giorgia Meloni, presidente di Fratelli D’Italia.
Maurizio Gasparri di Forza Italia invoca la resa dello Stato all’illegalità: “Registro con amarezza la resa dello Stato di fronte al rave party che prosegue sostanzialmente indisturbato a Valentano nei pressi di Viterbo. Gli amministratori locali sono stati schiacciati da questa iniziativa che sta arrecando gravi danni al territorio. Peraltro nel rave party circolano certamente droghe di vario tipo e tutto ciò prosegue senza alcuna azione che stronchi un atto chiaramente illegale e di inaudita violenza nei confronti di un territorio abituato a vivere serenamente”.
Giulio Marini, responsabile Turismo di Forza Italia nel Lazio: “Inaccettabile” Anche per Giulio Marini di Forza Italia ha espresso la volontà di un intervento immediato: “Quello che sta avvenendo a Valentano, con migliaia di persone ammassate senza alcuna autorizzazione in un terreno privato, all’insaputa del proprietario e senza che nessuno intervenga per ripristinare la legalità, non solo è inaccettabile, ma è addirittura surreale”. Assessore Lazio: “Nessuna trattativa è possibile, va ripristinato corretto ordine”
“Situazione fuori controllo, nessuna trattativa è possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento”. Così l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato in merito al rave in corso a Mezzano nel viterbese. “I servizi della Asl segnalano una situazione grave” aggiunge.
Sindaco di Valentano: “Invasi da 10mila persone” ”E’ una situazione gravissima che il Comune di Valentano condanna con estrema fermezza, siamo fronte a un atto illegale come la violazione della proprietà privata. Ci siamo svegliati invasi da circa 10mila persone, chiediamo l’intervento diretto del ministro Lamorgese per cercare di ripristinare la legalità nel Comune di Valentano”. Lo ha detto a Rainews24 il sindaco di Valentano, Stefano Bigiotti, parlando del rave party organizzato a Valentano. Al momento la zona è stata cinturata dalle forze dell’ordine e si sta tentando una mediazione con gli organizzatori.
L’Associazione nazionale funzionari di Polizia: “Intervento sarebbe rischioso” “Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti sul rave party del viterbese sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull’operato del questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza”, ha dichiarato il portavoce dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Lacquaniti. “Siamo consapevoli – spiega Lacquaniti – che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma, sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori”. Inoltre, aggiunge, “l’azione di persuasione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza ha portato, ad oggi, all’allontanamento dall’area di circa 1.500 soggetti”. “Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto – sottolinea il portavoce dell’Anfp – è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone. In più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile. In uno scenario di questo tipo l’intervento prevederebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l’uso dei lacrimogeni rischia d’innescare.
Siamo proprio il Paese di Pulcinella e anche le Autorità di sicurezza stanno perdendo la bussola. Controlli e sanzioni agli italiani senza green pass, mentre balordi e migranti entrano senza green pass, controlli e fanno i comodi loro senza problemi. Ma almeno in questo caso interviene la magistratura (c’è scappato un morto), mentre per gli ingressi dei migranti le procure siciliane in buona parte (Agrigento docet) sono a favore degli ingressi.

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KULANKA

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