Delega fiscale approvata dal Consiglio dei ministri, ma la Lega non partecipa alla riunione

ANSA/CHIGI PALACE PRESS OFFICE/FILIPPO ATTILI

ROMA – Via libera del Consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale. E’ terminata la riunione del Consiglio dei ministri. I ministri della Lega non hanno preso parte alla riunione del Consiglio dei ministri sulla delega fiscale. Già nel corso della cabina di regia il ministro Garavaglia aveva lasciato il tavolo chiedendo tempo per approfondimenti.

La sostanza del Cdm di oggi è stata la discussione e l’approvazione della delega fiscale. Vorrei puntulizzare che la legge è una legge delega e quindi è una legge generale che poi andrà riempita da contenuti con un ulteriore momento di confronto. Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Si può avere la sensazione che questa sua l’ultima parola sul fisco ma per fortuna o purtroppo il processo non è così semplice, prenderà molti anni.

Non è revisione del catasto ma una riformulazione
, il governo si impegna ad accatastare tutto quello che non è accatastato, terreni, abitazioni, e procede a una revisione delle rendite catastali adeguandole alle rendite di mercato. A parte che ci voglio 5 anni ma il governo si impegna che nessuno pagherà di più o di meno, le rendite restano invariate”, afferma il premier.

Non solo la revisione del catasto, osteggiata fin dall’inizio, c’è anche una questione di metodo, secondo quanto si apprende da fonti della Lega, tra i motivi che hanno portato i ministri leghisti a disertare la riunione del Consiglio dei ministri sulla delega fiscale. Non si possono ricevere le carte solo all’ultimo, non è”serio, è il ragionamento, votare sulla fiducia, senza avere avuto modo di leggere i testi. Tra i dubbi sollevati nello specifico sul fisco anche quello delle coperture necessarie per dare attuazione alla riforma dell’Irpef.

Il contribuente medio non si accorgerà di nulla per quanto riguarda il catasto, resterà tutto come prima. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa rispondendo a una domanda sugli effetti del catasto.

L’assenza della Lega al Cdm sulla delega fiscale la spiegherà l’onorevole Salvini oggi o domani. Ma gli scambi avvenuti in cabina regia e nelle conversazioni avevano dato sufficienti elementi per valutare la legge delega.

La riforma è un’opportunità verso un sistema che sia più efficiente e meno distorsivo: lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco, precisando che i pilastri della struttura fiscale come Irpef e Iva resteranno “ma verranno riconsiderati. Uno degli obiettivi della delega fiscale è il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. E’ un problema non nuovo in Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, al termine del cdm spiegando che la differenza tra gettito teorico e gettito effettivo “si stima sia di circa 100 miliardi”. “Il contenimento è misura necessaria per ridurre le aliquote e avere una distribuzione del carico più favorevole alla crescita economica”, ha detto ancora.

Il governo intende “ridurre il cuneo fiscale sul lavoro che in Italia è relativamente elevato, per un lavoratore di reddito medio è di 5 punti superiore a quello della media europea”: lo ha detto il ministro dell’Economia Daniele Franco. “Larga parte del cuneo è imputabile all’imposta sulle persone fisiche”, ha aggiunto.

LA BOZZA – Dalla revisione dell’Irpef e dell’Ires alla razionalizzazione dell’Iva. È composta da 10 articoli la bozza di delega al governo per la revisione del sistema fiscale, ancora suscettibile di modifiche. Una volta che sarà stata approvata dal Parlamento, il Governo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i decreti attuativi.

Gli obiettivi fondamentali sono la crescita dell’economia, attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione; la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, preservandone la progressività, da attuarsi anche attraverso la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei cosiddetti ‘micro-tributi’, la riduzione dell’evasione.

a non sono state prese.

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