Italia in dieci perde (1-2) dopo 3 anni: Spagna in finale. Fatale l’espulsione di Bonucci. Pagelle

Chiesa ostacolato da Koke
EPA/Marco Betorello / POOL

MILANO – L’aveva detto Luis Enrique: l’Italia prima o poi perderà. E’ successo nella semifinale di Nations League proiprio contro la sua Spagna. Partita epica: azzurri in dieci e in svantaggio 0-2 per quasi tutto il secondo tempo, quando Chiesa riesce a strappare il pallone allo strapossesso spagnolo e a dare a  Pellegrini la palla dell’ultimo barlume di speranza. Uno a due a sette minuti dalla fine. Ultimi spiccioli di partita e di battaglia. L’Italia non ce la fa più, ma chiude con onore.Tre anni dopo, l’Italia conosce di nuovo l’amaro sapore della sconfitta: succede 1122 giorni dopo il ko contro il Portogallo, sempre in Nations League. E gli spalti del Meazza accolgono una sconfitta azzurra, per la prima volta, addirittura negli ultimi 93 anni.  Spagna in finale, domenica, sempre qui a San Siro, contro la vincente della semifinale di Torino fra Belgio e Francia. La perdente sfiderà gli azzurri per il terzo posto di questa Nations League prestigiosa ma non certo quanto l’Europeo vinto dall’Italia.

BONUCCI – Svanisce così, fra gli applausi degli spagnoli per lo squadrone di Luis Enrique, e i fischi di quelli italiani per Donnarumma, l’obiettivo di bissare in Nations League il trionfo agli Europei e la striscia di 37 risultati utili consecutivi. L’Italia va sotto, combatte e lotta, ma esce sconfitta contro una Spagna che sa giocare, ma vince anche grazie a un paio di erroracci degli azzurri che  mancano il pareggio eppoi regalano un uomo agli avversari: Bonucci si fa sorprendere con un’entrata con braccio largo e, già ammonito, somma il nuovo giallo che diventa rosso. Pochi istanti dopo la Spagna raddoppia. Ferran Torres si traveste da matador e colpisce due volte, quanto basta a Luis Enrique (che lancia da titolare il 17enne Gavi, più giovane esordiente spagnolo) per vendicarsi della sconfitta in semifinale agli Europei.

BERNARDESCHI – Non basta la reazione finale degli azzurri, capaci di accorciare il risultato con Pellegrini nonostante l’inferiorità numerica. Non che non ci abbiano provato Chiesa e compagni, colpendo anche due pali di cui uno in inferiorità numerica proprio con l’esterno della Juventus. L’assenza di un centravanti di ruolo e le difficoltà in fase difensiva nel limitare il palleggio spagnolo, però, hanno limitato e non poco gli uomini di Mancini: la scelta di Bernardeschi versione falso nueve non ha pagato, così come il tentativo di scambiarlo con Insigne a partita in corso. L’avvio dell’Italia è sembrato promettente, con un destro da fuori di Chiesa respinto da Unai Simon. Ma la Spagna ha trovato subito il punto debole azzurro sulla fascia destra, punendo con le combinazioni tra Alonso e Sarabia. Non a caso, proprio da un cross dell’esterno del Psg è partita l’azione del vantaggio iberico, con Ferran Torres abile a sfruttare una leggerezza di Bastoni per battere Donnarumma. La stessa capacità di sfruttare gli errori avversari che l’Italia, però, non ha avuto. Perché il lento tiki-taka iberico ha regalato comunque opportunità agli azzurri, soprattutto in ripartenza.

CHIESA – Decisivo così è stato prima Unai Simon, aiutato dal palo su una conclusione velenosa di Bernardeschi, e poi la scarsa precisione di Insigne che, a tu per tu col portiere spagnolo, ha calciato a lato un rigore in movimento. In quella che, a posteriori, si è rivelata la più classica delle sliding doors calcistiche, perché dal possibile pareggio azzurro si è arrivati al tracollo prima dell’intervallo. Al rosso a Bonucci (doppio giallo, per proteste e per un gomito troppo largo su Busquets) è infatti seguito il raddoppio di Ferran Torres, costruito ancora sulla fascia sinistra spagnola. Sotto di due reti e in inferiorità numerica, nella ripresa Mancini ha cercato di dare la scossa coi cambi, gettando nella mischia tra gli altri Kean e Pellegrini. Ingressi che hanno regalato nuovo vigore agli azzurri, trascinati però dal solito Chiesa, protagonista con un palo e poi, poco dopo, lucido nel servire l’assist a Pellegrini per l’1-2 dopo una volata in solitaria da metà campo. Ma non è bastato, perché l’assalto finale non ha portato occasioni nonostante la spinta di San Siro, stadio diventato bolgia. La striscia italiana si ferma tra gli olè spagnoli. Ora all’Italia resta la finale per il 3° posto, a Torino. Ma soprattutto la corsa per il Mondiale del Qatar. Con una nuova, lunghissima, striscia positiva. Non impossibile, se si eviteranno gli errori di questa semifinale.

Tabellino

ITALIA (4-3-3): Donnarumma 5,5; Di Lorenzo 5, Bonucci 4,5, Bastoni 5, Emerson 6; Barella 5,5 (dal 71′ Calabria 6), Jorginho 5 (dal 64′ Pellegrini 6,5), Verratti 5 (dal 58′ Locatelli 6); Chiesa 7, Bernardeschi 6 (dal 46′ Chiellini 6,5), Insigne 5 (dal 58′ Kean 5). Ct Roberto Mancini 5,5

SPAGNA (4-3-3): Unai Simon 6,5; Azpilicueta 6,5, Laporte 6, Pau Torres 6, Marcos Alonso 6,5; Koke 6 (dal 75′ Merino 6), Busquets 6,5, Gavi 7,5 (dall’84’ Sergi Roberto sv); Ferran Torres 8 (dal 49′ Pino 6,5), Oyarzabal 7, Sarabia 6,5 (dal 75′ Gil 6). Ct Luis Enrique 7

ARBITRO: Sergei Karasev (RUS) 5

MARCATORI: nel pt al 17′ e al 47′ Ferran Torres; nel st al 38′ Pellegrini

Espulso: Bonucci per doppia ammonizione

Ammoniti: Azpilicueta, Sarabia, Pino, Locatelli, Oyarzabal

Angoli: 5-1 per la Spagna

Recupero: 1′; 5′

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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