Migranti: l’Italia non alza muri, ma la Ue certifica che gli ingressi nel 2021 sono aumentati dell’80%

ANSA/TINO ROMANO

ROMA – Nella riunione dei ministri dell’interno Ue la nostra ministra Luciana Lamorgese, titolare del Viminale, ha contestato la proposta di 12 Paesi Ue di creare muri per bloccare gli ingressi di clandestini, con finanziamenti comunitari.  L’iniziativa  a suo parere «desta certamente preoccupazione» e «non risolve il problema». A suo avviso la soluzione consiste nell’«aiutare i Paesi terzi da cui partono i migranti. Solo così si riesce a contrastare il fenomeno, perché ci sono problemi strutturali e non congiunturali». Quindi «il problema va risolto alla radice dando condizioni migliori alle persone nei loro Paesi. Noi stiamo operando con altri Paesi su questo versante».

Di parere completamente opposto, ovviamente, il suo predecessore al Viminale, In realtà, Matteo Salvini: «è preoccupata perché 12 Paesi europei vogliono bloccare l’immigrazione clandestina. E fanno bene». Invece il leader della Lega è «preoccupato perché la Lamorgese ha reso i confini italiani un colabrodo, con 50.000 ingressi irregolari solo dal mare».

La relazione sulla migrazione e l’asilo pubblicata il 29 settembre dalla Commissione Ue rileva che nel Mediterraneo  centrale si è registrato l’aumento più elevato (+82%) di tutte le rotte nel corso del 2021, gli arrivi riguardano ormai principalmente le coste dello Stivale.

Infatti, mentre «il numero totale di arrivi a Malta nel 2021 è stato di 470, un calo del 78% rispetto allo stesso periodo del 2020, c’è un forte aumento degli arrivi in Italia con oltre 41.000 arrivi totali, quasi la metà dei quali dalla Libia», secondo i calcoli della Commissione di Bruxelles. La tendenza riguarda tutto il Nordafrica, informa il rapporto: «Anche la migrazione dalla Tunisia rimane elevata rispetto agli anni precedenti, rappresentando quasi il 40% dei migranti irregolari arrivati in Italia finora quest’ anno. Un’altra tendenza significativa è l’aumento dei numeri che arrivano direttamente in Italia, rispetto agli sbarchi a seguito di ricerche e soccorsi».

Ma i porti continuano a rimanere aperti e delle quote di ridistribuzione dei profughi nessuno parla ormai più a livello comunitario. E risulta ormai evidente che nessun Paese Ue accoglierà coloro che sbarcano in Italia, ce li teniamo tutti per la gioia delle sinistre e del sistema di accoglienza, abbondantemente finanziato a spese degli italiani che fanno sacrifici per tirare avanti.

 

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KULANKA

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