Nobel economia: assegnato a Card, Angrist e Imbens per i loro studi sull’immigrazione

 EPA/Claudio Bresciani 

STOCCOLMA – Il Premio Nobel per l’economia 2021 è stato assegnato al canadese David Card dell’università di Berkeley, all’israelo-statunitense Joshua D. Angrist (Mit) e all’olandese-statunitense Guido W. Imbens (che insegna a Stanford): hanno vinto grazie alla loro ricerca sul campo che ha smentito l’opinione, diffusa fra gli economisti fino ai primi anni ’90, che il salario minimo e l’immigrazione facciano scendere l’occupazione e che le risorse scolastiche abbiano poca importanza sui redditi futuri degli studenti. Il Nobel si adatta alla moda corrente,  che tende a valorizzare a ogni costo l’immigrazione.

Lo ha annunciato in video L’Accademia reale svedese delle Scienze, spiega che il premio Nobel quest’anno si è concentrato sui rapporti di causa ed effetto nel mercato del lavoro, e sulle correlazioni fra eventi. Attraverso esperimenti sul campo, David Card ha analizzato gli effetti del salario minimo, dell’immigrazione e dell’educazione sul mercato del lavoro, spiega in una nota l’Accademia. A metà degli anni ’90, Joshua Angrist e Guido Imbens hanno “dimostrato come dagli studi sul campo si possono trarre conclusioni precise su causa ed effetto”.

Eva Moerk, economista e membro del comitato che ha preso la decisione, ha spiegato: gran parte degli economisti pensavano che il salario minimo facesse scendere l’occupazione, e che una forte immigrazione comportasse un forte calo dei salari e dell’occupazione dei lavoratori ‘nativi. Grazie al lavoro (dei premiati, ndr) sappiamo che non è così: il salario minimo non è correlato a un calo dell’occupazione. I lavoratori nativi possono guadagnare dall’immigrazione, e le risorse scolastiche sono importanti per i redditi futuri degli allievi.

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