Covid-19 Italia, 16 novembre: raddoppiano quasi morti (74 ieri 44), balzo dei contagi (7.698 ieri 5.144), in crescita terapie intensive e ricoveri. Brusaferro in soccorso del Governo

ROMA – Ancora dati catastrofici per il ministero di Speranza, raddoppiano quasi i morti (74 ieri 44)  aumentano in modo esponenziale i contagi (7.698 ieri 5.144). Sono 684.710 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 248.825. Il tasso di positività è all’1,1%, in calo rispetto al 2% registrati ieri. Sono 481 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 6 in più rispetto a ieri. Gli ingressi giornalieri sono 41. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.970, ovvero 162 in più rispetto a ieri.

Vista la malaparata, l’aumento rilevante di morti e contagi e il crollo delle vaccinazioni nonostante al martellante campagna governativa e gli aumenti riscontrati, come sopra, scendono in campo Brusaferro e Rezza per testimoniare, non è dato sapere su quali basi, che la vaccinazione anti-Covid in Italia avrebbe evitato, dall’avvio della campagna e fino a fine giugno, 12 mila morti. E aggiungono che si puo’ raggiungere un completo ritorno alla vita pre-pandemia in sicurezza con una copertura del 90% della popolazione (compresi i bimbi dai 5 anni in poi) con vaccini mRNA. Questo sulla base dello studio della Fondazione Bruno Kessler, firmato da loro stessi. Una sorta di autodifesa e autocelebrazione, evidentemente promossa dal governo vaccinatore.

Speranza tira dritto e afferma: «Questa fase è particolarmente interessante, abbiamo sfide da affrontare: oggi c’è la sfida del Covid e non dobbiamo abbassare l’attenzione, questa mattina siamo all’86,79% di vaccinati con la prima dose, oltre l’84% di vaccinati con due dosi, siamo a 3 milioni e 120 mila persone che hanno avuto la terza dose. Ieri ci sono state 18mila prime dosi, dobbiamo insistere. Negli ultimi giorni abbiamo fatto circa 130 mila richiami al giorno». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo al convegno. L’Italia e l’Europa: il futuro dei sistemi sanitari dopo la pandemia, organizzato dalla Fondazione Italia in salute. Ma i dati del suo ministero non confermano quest’ottimismo.

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Ezzelino da Montepulico


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