Lavoro: aumentano i posti disponibili nel territorio della città metropolitana (+23,7%); indagine della Camera di Commercio

Un’operaio metalmeccanico al lavoro in un’immagine d’archivio. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

FIRENZE –  – Nel mese di novembre 2021, gli ingressi programmati dalle imprese della città metropolitana fiorentina sono circa 10mila, in leggera e fisiologica flessione sul mese precedente (11mila), ma in netto miglioramento sia rispetto a novembre 2020 (5.600), sia nei confronti di novembre 2019 con un +23,7% (7.630), e con un rapido aumento della difficoltà di reperimento (da 41% a 45,2%). A dirlo è l’ultimo report dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze su dati Unioncamere-Excelsior.

Se confrontiamo la proiezione cumulata di breve termine per il periodo novembre-gennaio con quella precedente di ottobre-dicembre possiamo osservare come il livello tenda in realtà a salire intorno ad un valore pari a 31.090 unità, dopo il fisiologico rallentamento dei precedenti tre mesi (pari a 27.390): si tratta di un dato nettamente migliore rispetto a quello dell’ultimo biennio (con 23.620 unità).

Almeno il 31% di questi nuovi ingressi dovrebbe avvenire a novembre mentre nel corso del mese di gennaio 2022 la quota dovrebbe essere più elevata (44%). Nonostante il rallentamento congiunturale mensile, anche se legato all’eccezionale aumento dei mesi precedenti, si confermano comunque aspettative favorevoli delle imprese circa il ripristino dei livelli occupazionali, nel corso del periodo autunnale e invernale, con un proseguimento delle assunzioni che potrebbero intensificarsi agli inizi del 2022, naturalmente pandemia permettendo.

Nel corso del mese di novembre si è arrestata la crescita dei rapporti di lavoro a termine, la cui incidenza scende dal 64% al 62,5% insieme ad una ripresa dei rapporti a tempo indeterminato. Si attenua il peso degli ingressi previsti nei servizi alle imprese e in quelli alle persone (da circa 38% a 33%). Sale moderatamente il peso delle attività turistiche (da 12,3% a 13,8%) e aumenta quello del manifatturiero (da 30,3% a 32,8%) oltre i livelli del 2019 (30%); molto bene anche la ripresa delle assunzioni nel settore edilizio la cui quota raddoppia nei confronti del 2019 (da 4,6% a 9,7%). Il maggior peso delle assunzioni manifatturiere potrebbe spiegare la ripresa dei contratti a tempo indeterminato, nonostante l’ampia risalita delle costruzioni, che richiedono forza lavoro in tempi brevi e per periodi spesso frammentati, incidendo quindi sui contratti a termine.

«La crescita delle imprese deve essere sostenuta da un sistema formativo in grado di preparare le figure professionali che il mercato del lavoro richiede, sia a livello nazionale che locale», dice Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze. Per il segretario generale, Giuseppe Salvini, «il trend positivo del mercato del lavoro dovrebbe rafforzarsi nei primi mesi del 2022 e la Camera è impegnata con il progetto di orientamento nelle scuole per indicare i nuovi profili professionali e le competenze richieste dalle imprese, e superare la difficoltà di reperimento sul mercato che oggi è del 45%».

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