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Calciomercato: la Guardia di Finanza indaga sui trasferimenti di Chiesa e Pjanic. Nel mirino Ramadani

Federico Chiesa
(Foto Sky sport)

MILANO – Trasferimenti di calciatori importanti nel mirino della Guardia di Finanza. I militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dal pm milanese Giovanni Polizzi e dall’aggiunto Maurizio Romanelli, hanno effettuato perquisizioni nei confronti di Pietro Chiodi, agente sportivo titolare dell’omonima società e indagato insieme a Fali Ramadani, il procuratore macedone tra i cinque più potenti al mondo ed il numero uno dell’agenzia irlandese Lian Sports Group.

Le Fiamme Gialle si sono recate anche nelle sedi di 11 società di serie A e B, non indagate, ossia Juventus, Torino, Milan, Inter, Verona, Spal, Fiorentina, Cagliari, Roma, Napoli e Frosinone, con una richiesta di consegna di documenti per far luce su presunte irregolarità legate alle commissioni per le mediazioni nella compravendita di calciatori, tra cui quella di Miralem Pjanic, la cui cessione dalla Juventus al Barcellona era finita nel mirino dell’organismo che monitora la situazione economico-finanziaria dei club per la Federcalcio sempre riguardo alle plusvalenze. Nel mirino degli inquirenti anche il passaggio di Federico Chiesa dal club ora guidato da Rocco Commisso a quello della famiglia Agnelli e poi anche l’operazione che riguarda il portiere neroazzurro Samir Handanovic. I reati ipotizzati nella indagine avviata dopo una segnalazione antiriciclaggio dell’Uif, organismo della Banca d’Italia, e indagini che hanno individuato flussi finanziari transnazionali, sono omessa presentazione della dichiarazione dei redditi dal 2018 al 2019, reato presupposto del riciclaggio e autoriciclaggio contestati fino al 2021.

Come si legge nel capo d’imputazione Ramadani, tramite una stabile organizzazione occulta operativa nel nostro Paese e attiva nel settore della mediazione sportiva, avrebbe occultato ovvero trasferito i proventi dell’evasione fiscale su rapporti bancari accesi presso istituti di credito italiani ed esteri a nome di società di diritto estero a lui riconducibili e con sede a Dublino, Malta, Gran Bretagna e Bulgaria, tra cui Primus Sports Consultancy Limited, Lian Sports Limited, Lanigam Management Ltd e altre.

Al momento, sempre secondo inquirenti e investigatori, il superprocuratore avrebbe nascosto all’erario circa 7 milioni di fee sulle operazioni, una cifra provvisoria che potrebbe lievitare anche di parecchio dopo l’analisi di tutti i contratti di cessione di campioni e di atleti di medio e basso livello raccolti con l’operazione di oggi e che dovrebbe andare avanti per qualche giorno. Si tratta di pagamenti disposti in favore di Ramadani, della sua galassia e dei procuratori con cui ha collaborato e finiti in particolare su due conti correnti aperti in una filiale milanese di una banca internazionale, uno intestato alla Primus Sports Consultancy Limited e l’altro direttamente al procuratore, e su altri conti accesi da lui e dalla Primus Sports in un istituto di credito italiano. L’indagine vuole anche far luce sulla rete che farebbe capo a Ramadani.

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Paulo Soares

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