Tamponi anche ai vaccinati: per stadi, discoteche, concerti. Ipotesi del governo contro variante Omicron

I ventiseimila casi in un giorno registrati in Italia fanno paura. Ma ancora più spaventoso è lo spettro dei 50mila che sono diventati abituali in Europa. Per questo il governo rivendica la stretta sui viaggi e non esclude ulteriori misure se la situazione dovesse peggiorare, a partire dalla possibilità di introdurre l’obbligo del tampone anche per i vaccinati che vogliono andare a vedere le partite negli stadi, entrare in discoteca o assistere ad un concerto. Che l’incidenza dei casi legati ad Omicron crescerà anche in Italia, gli esperti ne sono ormai convinti, anche se al momento la prevalenza della variante è ferma allo 0,19%.

OSPEDALI – Il bollettino giornaliero Ma il Gimbe dice anche che, nonostante aumenti la pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è ridotta la percentuale dei ricoverati sul totale degli attualmente positivi: nei reparti ordinari si è passati da una media del 3,47% al 2,41% e nelle intensive dallo 0,47% allo 0,30%. Un dato positivo dovuto sostanzialmente all’incremento delle terze dosi. I numeri in crescita trovano comunque conferma nel passaggio in zona gialla da lunedì di Liguria, Marche, Veneto e della provincia di Trento – salvo variazioni all’ultimo dovute però ad un aumento di posti nei reparti da parte delle Regioni e non ad un miglioramento dei dati – che si andranno ad aggiungere a Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia di Bolzano.

GIMBE – Altre 3 regioni, Emilia Romagna, Lazio e Valle d’Aosta, invece, si sconferma i timori: oltre 26mila contagi non c’erano più stati da marzo. Il report settimanale del Gimbe certifica anche che da ormai due mesi la corsa del virus non accenna a rallentare tanto da portare verso una pericolosa congestione degli ospedali: tra l’8 e il 14 dicembre i nuovi casi e le vittime sono aumentati del 18% rispetto alla precedente, i ricoveri in area medica del 17,9% e quelli nelle terapie intensive dell’11,2%. E questo senza contare il balzo nelle ultime 24 ore delle rianimazioni, con un incremento di 47 ingressi che porta il totale dei pazienti a 917.

OMICRON – Ecco perché, è il ragionamento del governo, bisogna anticipare la diffusione di Omicron, continuando a spingere sulle vaccinazioni e valutando la possibilità di nuovi interventi restrittivi. Il primo è già scattato con l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che introduce l’obbligo del tampone anche per i vaccinati che dai paesi dell’Ue vengono in Italia e reintroduce la quarantena di 5 giorni per i non vaccinati. L’altra misura l’ha indicata il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli: introdurre l’obbligo del tampone per accedere ai grandi eventi anche per i vaccinati. «E’ un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare».

MASCHERINE – Così come non va esclusa, aggiunge, la possibilità dell’obbligo di mascherina all’aperto, che in alcune città come Firenze è già in vigore. Qualcuno nel governo ci aveva già provato con l’ultimo decreto, quello che ha prorogato lo stato d’emergenza, ma la misura non è passata in Cdm. Anche perché si tratterebbe di un provvedimento di facciata: molti sindaci e presidenti di Regione, come detto, lo hanno già introdotto con proprie ordinanze e, soprattutto, la normativa già prevede l’obbligo all’aperto in caso di assembramenti o situazioni in cui non è possibile mantenere il distanziamento. Resta da vedere quali saranno le reazioni di sportivi, ballerini e amanti della musica. Sicuramente ci sarà la protesta preventiva dei presidenti del calcio e dei titolari delle discoteche. Ma Draghi è sicuro del fatto suo. Non a caso ha già programmato per il 22 dicembre la conferenza stampa di fine anno, nella quale annuncerà, quasi certamente, il varo della manovra. Nonostante la montagna di emendamenti (quasi tutti respinti) e le critiche dei malpancisti di turno.

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Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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