Milano: 170 medici di base vogliono tornare a curare malati e scrivono all’Ats

MILANO – Vogliamo tornare a fare i medici clinici, a fare prevenzione, a curare i pazienti! Sono le ragioni per cui, pochi o tanti anni fa, abbiamo scelto la nostra professione. Lo scrivono 170 medici di base non sindacalizzati in una lettera indirizzata al direttore dell’Ats di Milano Walter Bergamaschi.
«In questa quarta ondata di pandemia – si legge – ci siamo trovati a lavorare piu’ di 10 ore al giorno in ambulatorio,
davanti a portali quasi sempre mal funzionanti, esasperati da impossibili prenotazioni di tamponi e sfiniti dall’inserimento di migliaia dati di contagiati e contatti, non ci siamo risparmiati nel rispondere a centinaia di telefonate di pazienti spaventati, disorientati su regole confuse di quarantena ed altrettanto esasperati da green pass disattivati. L’accentramento sul medico di medicina generale di tutte le pratiche amministrative è sempre più imponente e vincolato da autenticazioni che rendono i nostri compiti non delegabili ai collaboratori. Il sistema informatico di Regione Lombardia è inadeguato: quante volte dobbiamo rassegnarci a disservizi del Siss, dimostrazione che le potenzialità della nostra rete informatica sono attualmente male utilizzate».
E ancora sottolineano di «essere stati lasciati da soli, non solo in queste ultime settimane. Invece cio’ che nella pandemia ci ha spesso permesso di restare aggiornati ed efficienti sono stati i mille contatti tra di noi, le informazioni e i documenti che tempestivamente ci siamo trasmessi nelle chat e via mail, dove le nostre domande trovano risposte immediate che da ats arrivano immancabilmente con tempi inaccettabili. Ed è altrettanto inaccettabile il fatto che spesso – assai prima che da chi ci dovrebbe informare – veniamo a conoscenza di novità rilevanti dalla stampa o dagli assistiti. Tutto questo è il risultato di un disinteresse di Regione Lombardia e di Ats nei confronti di
tutta la Medicina Generale».

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