Sanremo: Mahmood e Blanco subito in vetta. Morandi e Ranieri quarto e quinto. Ovazione per i Maneskin

SANREMO – Finisce a notte alta, la prima serata di Sanremo. E i pronostici dei bookmaker sono rispettati nella classifica stilata la giornalisti di radio, web e carta stampata: Mahmood e Blanco, protagonisti della cosiddetta Nuova Wave del pop italiano svettano. Seconda la canzone più ballata nella sala stampa, «Ciao, Ciao» del duo La Rappresentante di Lista, Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, il brano piu’ apprezzato dalla critica specializzata dopo i preascolti. Sul podio un altro pezzo dance, «Dove si balla» di Dargen D’Amico, brano che riporta alle sonorità dance anni ’90 ed esprime la voglia di tornare in discoteca dopo il silenzio della pandemia. Seguono, nell’ordine: Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Noemi, Michele Bravi, Rkomi, Achille Lauro, Giusy Ferreri, Yuman e Ana Mena. Polemiche? Certo. Arrivano telefonate arrabbiate di un pubblico maturio che non accetta Gianni Morandi e Massimo Ranieri fuori dal podio. La promessa è che quando si voterà da casa cambierà la musica. Ma va bene così.

ANSA/ETTORE FERRARI
E ripercorriamo la cronaca di questa prima serata fra lacrime, musica e mille emozioni. Si alza il sipario sulla 72/a edizione del festival di Sanremo. A fare gli onori di casa un commosso Amadeus. «O è l’età, dato che sto per compiere 60 anni, oppure è la presenza del pubblico: ci siete mancati tantissimo. Bentornati», ha detto il conduttore e direttore artistico dando il via alla manifestazione.
Abito lungo-bianco argento, una pioggia di ricami e cristalli swarovski, la scollatura senza spalline, Ornella Muti scende per la prima volta le scale dell’Ariston: è lei la co-conduttrice della prima serata del Festival di Sanremo. «La discesa era difficile, se puoi però la rifaccio», dice ad Amadeus. «Sei stata bravissima», la rassicura il direttore artistico

L’emozione è contagiosa sul palco dell’Ariston. Entra in scena Gianni Morandi, che torna a Sanremo in gara dopo 22 anni e a dieci dall’esperienza da conduttore, e mostra segni di commozione sul volto quando viene accolto dall’applauso caloroso del pubblico. «Un mito della canzone italiana» lo definisce Amadeus, introducendo l’esibizione di Morandi sulle note di Apri tutte le porte, scritta per lui da Jovanotti e arrangiata da Mousse T. E alla fine grida ‘Fantasanremo’, per la felicità dei partecipanti al fantagioco dedicato al festival.
«Mi siete mancati, sono la vostra terza dose, sono il booster dell’intrattenimento»: Fiorello entra in scena dall’esterno dell’Ariston brandendo un termometro con cui misura la febbre agli spettatori, e fa immediatamente quello che gli riesce meglio, lo scaldapubblico e ironizza sull’amico Amadeus stalkerizzatore che lo ha marcato stretto per riaverlo all’Ariston. «Non ti voglio vedere più, se non al funerale», attacca lo showman. «Mi sento un po’ Mattarella: neanche lui voleva tornare, aveva fatto i suoi piani, voleva fare The Voice Senior”, scherza Fiorello sul palco dell’Ariston e poi chiama l’applauso per il presidente della Repubblica. Fiorello ironizza anche su Draghi: «Ci voleva andare al Quirinale, aveva già preparato il discorso di fine anno a banche unificate».
Da Vedrai vedrai a Disperato, da Com’è triste Venezia a Perdere l’amore: il medley di ‘brani tristi’ cantati a ritmo travolgente da Fiorello con la complicità della perfetta spalla Amadeus travolge l’Ariston. «E’ un periodo molto triste ma la tristezza va combattuta: c’è tristezza? E uno fa buonumore. Ci sono le canzoni tristissime? E uno le canta in maniera allegra», è la ricetta dello showman, che coinvolge anche Amadeus e Stefano Coletta, direttore di Rai1, in un bacio beneaugurante con tanto di mascherina Ffp2 e labbra posticce, citazione del bacio che tempo fa stampò sulla bocca dell’allora direttore di Rai1 Fabrizio Del Noce. Gag di Fiorello sui no vax: alza il braccio, dice di sentire dolore e sottolinea: «Attenzione, è il vaccino, sono i poteri forti, è il grafene…».
Ogni promessa è debito. E così Amadeus esce dall’Ariston per andare a prendere i Maneskin in albergo, come gli aveva detto convincendoli a tornare al festival dopo la vittoria dell’anno scorso. Guidando una golf car elettrica, Ama, vestito da chauffeur, ha portato i ragazzi in teatro guidando per le strade di Sanremo. La prima standing ovation di questa edizione del festival l’Ariston la tributa proprio ai Maneskin. La band romana che dopo la vittoria di undici mesi fa è andata alla conquista del mondo ha riproposto Zitti e Buoni, con la quale hanno anche vinto l’Eurovision Song Contest. «A noi sembra l’altro ieri di essere stati su questo palco. È bellissimo, questa accoglienza è meravigliosa e lo rende ancora più speciale», sussurra Damiano a nome di tutta la band.
Si commuove Damiano, il frontman dei Maneskin, alla fine della seconda uscita del gruppo. Il cantante, dopo aver cantato il brano ‘Coraline’ e aver ricevuto il tributo del pubblico, si commuove fino alle lacrime. Amadeus lo applaude e lo abbraccia.

Una carrellata degli attori e registi con cui ha lavorato in 50 anni di carriera e oltre 200 film: è l’omaggio al cinema che Ornella Muti fa sul palco dell’Ariston. Sullo sfondo scorrono i volti, «Ugo Tognazzi sapeva che ero timida, spaventata, mi ha fatto da fratello maggiore, era molto ironico, generoso, divertente, cucinava per tutta la troupe; Alberto Sordi allegro, simpatico, ironico, stare con lui era come stare con uno di noi; Paolo Villaggio favoloso, molto intelligente, spiritoso, anche molto cinico; Massimo Troisi aveva fame di vita, era come se avesse un tempo che sapeva poteva scadere da un momento all’altro. E poi Tony Musante, sospettoso, Alain Delon, bello, Gerard Depardieu, un vortice, Sylvester Stallone, unico, Francesco Nuti, un ragazzo molto semplice, legato alle sue radici, lo saluto con tanto amore». Quindi l’appello: «Mi raccomando, andate a cinema, a teatro, ci regalano emozione e magia».

Tutti in piedi a ballare con i Meduza e Hozier con la hit mondiale Tell It To My Heart.

Quest’anno c’è anche il palco sull’acqua: dalla Costa Toscana Orietta Berti, vestita di rosso fuoco, e Fabio Rovazzi lanciano Colapesce Dimartino con un’altra hit dello scorso anno, Musica leggerissima.
Il festival di Sanremo omaggia Franco Battiato. Sul sipario è stato proiettato un estratto de La cura del cantautore, scomparso a maggio dello scorso anno, dal Festival 2007. L’orchestra, diretta dal maestro Leonardo De Amicis, ha accompagnato parte del video.
E’ un Fiorello con la faccia del premiatore a consegnare ad Amadeus, al terzo festival, il premio Città di Sanremo. «Te lo meriti tutto, con tutto il cuore», dice all’amico. Fiorello approfitta della presenza sul palco del sindaco Alberto Biancheri per ironizzare sui lavori stradali: «Mettiamo una buona parola sulla strada per arrivare qui a Sanremo.. almeno c’è una cosa buona, la gente fa la quarantena in coda». Lo showman fa il panegirico di Amadeus, «ha svecchiato la Rai, con un cast da Gianni Morandi ad Aka 7even, da Highlander al pokemon. Ma vorrei dire che tutto ciò che è anziano è bello. La Rai è un po’ anzianotta, ma è rassicurante per i giovani: sanno che quando invecchieranno la Rai è sempre lì che ti aspetta, perché un canone è per sempre».
