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Violenza sulle donne all’ordine del giorno, ma talvolta la subiscono anche gli uomini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le cronache purtroppo sono piene di casi di femminicidi e violenza contro le donne, fenomeno da combattere assolutamente e che il governo e il ministero dell’interno stanno affrontando con decisione. Anche se spesso le denunce delle donne non vengono prese immediatamente in considerazione dalla magistratura che agisce talvolta con lentezza a loro tutela. Mi ha incuriosito una notizia di cronaca che ha evidenziato un fenomeno opposto, di portata e di incidenza molto minore, e quindi per ora non preoccupante, quello di violenze subite dagli uomini.

Violenze fisiche veniali, come spinte, graffi, morsi, tirate di capelli, lanci di oggetti, o psicologiche, quali insulti, minacce di togliere o non far vedere i figli, di autolesionismo, disprezzo, derisione, paragoni svilenti di ogni tipo anche in campo sessuale, ipercontrollo per ‘gelosia’ o, al contrario, indifferenza
completa. Sono solo alcuni dei motivi alla base di 132 segnalazioni provenienti da tutta Italia di comportamenti violenti, per il 91% commessi da donne nei confronti di uomini giunte al Centro anti-violenza ‘oltre il genere’ di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).
Il centro è stato fondato dalla psicoterapeuta Antonella Baiocchi quando era ancora assessora comunale alle Pari Opportunità, convinta che la violenza “non è questione di sesso ma culturale” di prevaricazione di una “parte forte su una più debole”. Il centro, con colloqui, monitoraggio, psicoterapia, attivazioni di reti d’aiuto, supporta uomini e donne maltrattati ma anche maltrattanti per ‘liberarli’ dall’aggressività.
In un anno, da’ conto il Report del ‘Cav’, sono giunte le richieste di aiuto da varie parti d’Italia: 25 dal Nord (19%),89 (67%) dal Centro (dove l’iniziativa è stata più pubblicizzata), in particolare dalle Marche ma anche da Abruzzo e Lazio, 18 (14%) dal Sud e isole.
In tutto sono 132 i casi di uomini vittime di condotte violente ma ci sono anche 14 donne, maltrattate fisicamente o psicologicamente. Il 91% degli uomini del campione ha subito violenze da partner o ex partner; il 70% violenza fisica (mista a psicologica), il 30% solo psicologica. E nel 21% dei casi riferiti a uomini vessati, sono state donne (amiche, famigliari o conoscenti) a chiedere aiuto per proteggerli.
Allarmante, rileva il Cav, il dato sulla ‘violenza assistita’, cioè quella subita dai minori costretti ad assistere
alla violenza all’interno delle mura domestiche: il 78% delle vittime risulta infatti genitore e sono 166 i bambini esposti a violenza assistita.
Tra i casi segnalati, solo nel 4% le vittime sono over 60, nel 43% hanno tra i 40-49 anni e nel 24% 30-39 anni: nel 30% dei casi sono persone conviventi, nel 27% coniugi, nel 15% in fase di separazione. C’è un 9% di uomini maltrattato da altri uomini: da fratelli per eredità o gelosia, da conoscenti per antipatia o
omofobia, da colleghi o datori di lavoro, persone omosessuale oppresse da partner ipergelosi. Il 5% delle vittime ha subito angherie da moglie/compagna ‘supportata’ da amici e parenti di lei e complici nelle violenze.
“Riconoscere il diritto di tutela anche alle vittime di sesso maschile non significa essere ‘contro’ le donne”, precisa la dott.ssa Baiocchi che osserva: il Report testimonia una bidirezionalità della violenza”. Al momento della nascita del Cav ‘inclusivo’ non erano mancate le polemiche da parte di chi criticava il fatto di ‘accomunare’ le violenze contro le donne a quelle contro gli uomini: “Ci ho messo la faccia come
amministratrice comunale – ricorda Baiocchi -: mi hanno fatto la guerra ma ho vinto e ho voluto un centro embrionale”.

Ho voluto riportare questi dati e questi fatti per illustrare compiutamente il problema, ma resta evidente la circostanza (le cronache giornaliere lo confermano) che occorre riservare la maggiore attenzione al fenomeno più preoccupante, quello delle violenze domestiche spesso non denunciate dalle donne per timore, che restano sempre una delle piaghe della nostra società.

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