Firenze: consiglio comunale stop. Manca il numero legale. Pd accusato di figuraccia

Palazzo Vecchio

FIRENZE – Consiglio comunale bloccato. La seduta termina per mancanza del numero legale. Le opposizioni, dopo aver verificato le diverse assenze nei banchi della maggioranza, hanno chiesto la verifica del numero legale e poi hanno lasciato l’aula in polemica, ad eccezione del M5s.

La seduta si è conclusa mentre era in discussione una mozione dal titolo ‘Richiesta adesione ad ‘avviso pubblico’ enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie’, atto sul quale il consigliere del gruppo Centro Emanuele Cocollini aveva espresso poco prima alcuni dubbi, soprattutto nel punto del documento in cui si afferma che “l’Amministrazione si impegna ad evitare il cumulo dei mandati politico-istituzionali”.

Critici per la conclusione della seduta anche i consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune. “Oggi il Pd ci ha chiesto di aderire al codice etico per la buona politica – hanno sottolineato -. Ma ha vinto la cattiva politica e la maggioranza non ha saputo garantire il minimo di 18 presenze che dovrebbero esserci per permettere agli atti di essere votati. È già la seconda volta consecutiva che succede. Mercoledì scorso lo stesso è successo sulla guerra in Ucraina: hanno proposto di procedere, ma poi non erano in aula. Non accusino le opposizioni di ostruzionismo. C’è un evidente problema di rispetto dell’aula”.

Per il capogruppo della Lega, Federico Bussolin, “la maggioranza chiede di aderire al codice etico stilato dall’Associazione ‘Avviso Pubblico’. Codice che prevede incongruenze con l’attuale condotta della maggioranza stessa, come la previsione di non far ricoprire più di un incarico istituzionale agli amministratori. Imbarazzato o meno e anche se privi di argomenti di replica alle nostre richieste di chiarimento – osserva ancora -, chi amministra la città ha il dovere di garantire il numero legale, specie quando si trattano atti collegati alla lotta alle mafie. Quella incassata dal Pd stasera è una figuraccia”.

Pronta la replica del Pd, con il capogruppo Nicola Armentano, che sottolinea: “Se le opposizioni avessero avuto a cuore i temi di legalità e trasparenza invece che lasciare l’ aula polemicamente sarebbero potuti restare e andare avanti con la votazione. Evidentemente era troppo ghiotta l’occasione per far polemica con il Pd. Il numero legale non è prerogativa esclusiva della maggioranza che può, come nel caso di oggi, anche avere delle defezioni legate a situazioni individuali”.

Armentano annuncia che “porteremo appena possibile di nuovo l’atto in questione in discussione in Consiglio comunale. Dispiace questa lezione di moralità assolutamente gratuita da parte di Lega e Spc al gruppo Pd che da sempre dimostra responsabilità, partecipazione, senso del dovere”.

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Ernesto Giusti


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