Gli italiani non acquistano più in contanti, preferiscono moneta elettronica, smartphone e online

Un pagamento tramite bancomat, ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Mentre vari governi, compreso l’ultimo di Draghi, hanno tentato, facendo poi retromarcia, di obbligare gli italiani a pagare con mezzi diversi dal contante, sono gli stessi cittadini, soprattutto i più giovani, che scelgono autonomamente mezzi di pagamento alternativi. Secondo l’undicesimo “Rapporto sulle Tendenze dei Mezzi di Pagamento” di Minsait Payments l’Italia è il paese europeo più disposto ad abbandonare il contante. Il 54,2% dei clienti bancari in Italia smetterebbe, infatti, di usare il “cash” se potesse effettuare tutti i pagamenti con un mezzo di pagamento alternativo.
Superata la fase più dura della pandemia da Covid-19, si consolida la tendenza alla coesistenza tra diversi mezzi di pagamento iniziata nel 2020. In questo contesto, la carta mantiene la sua preminenza, mentre la percentuale della popolazione che utilizza mezzi di pagamento digitali alternativi continua ad aumentare, soprattutto attraverso gli smartphone.
Le carte di debito, di credito e prepagate sono ancora il mezzo di pagamento preferito dal 53% degli italiani, mentre il 19,3% preferisce ancora i contanti; Il 10,1% sceglierebbe i ‘wallet’ come sistema di pagamento preferito. Per quanto riguarda l’uso di app di pagamento peer to peer, gli italiani (21,5%) hanno una delle percentuali più basse tra i paesi europei, ben lontana dal 57% della popolazione che usa questo tipo di app in Spagna.
Per quanto riguarda il tipo di carte, l’uso delle carte di credito e di debito in Italia è in leggero aumento: l’85,9% della popolazione intervistata aveva una carta di debito nel 2021, rispetto all’84,5% del 2020; e il 58,9% aveva una carta di credito, rispetto al 57,3% dell’anno precedente. D’altra parte, l’uso delle carte prepagate è diminuito: 66,8% nel 2021 rispetto al 75,3% nel 2020. L’Italia è anche tra i paesi che utilizzano maggiormente le carte di credito per acquisti di alto valore (63%) ed è seconda solo dietro alla Spagna nell’uso delle carte di credito per prelevare contanti dai bancomat (44,1%).
Per il resto, l’uso degli smartphone per i trasferimenti, i pagamenti nei negozi fisici e lo shopping online è in aumento in tutti i paesi, compresa l’Italia. Il fatto che l’utente stia diventando sempre più mobile indica che questo dispositivo diventerà il portafoglio, lo strumento di pagamento e il canale attraverso il quale verranno effettuati gli acquisti.
E infine l’Italia si conferma come uno dei paesi in cui gli acquisti online sono più frequenti. Così, il 66,1% degli italiani intervistati ha dichiarato di fare acquisti online almeno una volta al mese (68,6% nel 2020), mentre il 22,5% ha dichiarato di fare acquisti online almeno ogni tre mesi (23% nel 2020). Solo lo 0,8% ha detto di non fare mai acquisti online.
Questo boom dell’e-commerce continua ad essere legato ad una maggiore sicurezza nelle transazioni: il 71,8% degli italiani intervistati ha dichiarato di utilizzare l’autenticazione a due fattori per gli acquisti online, con il metodo preferito che prevede l’uso di un PIN o di una password e la ricezione di un codice via SMS.
Nel complesso dunque ci sembra opportuno che Draghi e Franco la smettano di scervellarsi per costringere gli italiani a non usare il contante, i loro concittadini ci hanno già pensato autonomamente senza le costrizioni dei soloni dell’economia. Che per fortuna non si sono aggiunte a quelle, pesanti e ossessive, inventate in questi due anni prima da Conte-Speranza, poi da Draghi-Speranza in ambito sanitario, per controllare gli italiani attraverso vaccinazioni e green pass. limitandone alcune libertà fondamentali.

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