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Hall of Fame del calcio: Rummenigge dona il suo primo pallone d’oro al museo di Coverciano

Karl-Heinz Rummenigge

FIRENZE – Karl-Heinz Rummenigge ha donato il primo Pallone d’oro vinto nell’80, Andrea Pirlo un paio di scarpini personalizzati, Antonio Cabrini l’ultima maglia indossata in Nazionale al Mondiale ’86. Sono alcuni dei premiati, con i loro cimeli, all’Hall of Fame del calcio italiano, il riconoscimento istituito nel 2011 dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio di Coverciano (dove sono destinati i vari cimeli) per celebrare le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del nostro calcio.

A causa della pandemia sono state riunite oggi pomeriggio due edizioni, la nona saltata l’anno scorso e la decima, e come sempre la cerimonia, aperta dal sindaco di Firenze Dario Nardella, si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Lo scorso 3 febbraio la commissione aggiudicatrice composta dal presidente dell’Ussi, Gianfranco Coppola, e dai direttori delle testate giornalistiche sportive nazionali ha votato Nesta (calciatore italiano), Rummenigge (calciatore straniero), Antonio Conte (allenatore), Gianluca Rocchi (arbitro italiano), Antonio Cabrini (veterano italiano), Barbara Bonansea (calciatrice italiana), Giovanni Sartori (dirigente italiano), Simon Kjaer (Premio fair play Astori) e Premi alla Memoria a Luigi Simoni, Armando Picchi, Romano Fogli, Fino Fini, Vujadin Boskov.

A questi sono stati aggiunti i personaggi votati per la passata edizione: Andrea Pirlo, Zbigniew Boniek, Carlo Mazzone, Antonio Percassi, Alberto Michelotti, Gabriele Oriali, Sara Gama, Pietro Anastasi e Luigi Radice (Premi alla Memoria), Romelu Lukaku e Mattia Agnese (Premio Astori). L’ex attaccante dell’Inter, ora al Chelsea, era atteso ma per problemi di volo non è riuscito a venire (come pure Kjaer), mentre Conte avendo terminato solo ieri gli impegni in Premier col Tottenham ha inviato un videomessaggio definendosi orgoglioso e felice del riconoscimento e porterà come cimelio la maglia azzurra indossata al Mondiale ’94, poi ha concluso con un augurio all’Italia per la sfida con l’Argentina a Wembley.

Fra i presenti il ct, Roberto Mancini, che dal palco si è detto onorato di premiare due campioni come Cabrini e Oriali. Applausi per Rummenigge e Boniek, premiati dal presidente federale Gabriele Gravina: “C’è tanta voglia di calcio anche per tornare a stare, auguriamoci però che certe scene viste ieri non avvengano più”. L’ex attaccante tedesco dell’Inter è apparso emozionato (“Ho vissuto anni bellissimi in Italia, mi manca solo aver vinto un titolo”), l’ex giocatore di Roma e Juventus (che ha donato la maglia del centenario della Federazione polacca realizzata in 100 esemplari) ha rimarcato: “Chi gioca bene in Italia gioca bene ovunque”. Giovanni Galli, che ha debuttato a 19 anni con lui quando era alla Fiorentina, ha ritirato il premio per Carlo Mazzone che ha inviato un telegramma di ringraziamenti commossi.

Il patron dell’Atalanta, Percassi, ha inviato un video, Marco Tardelli ha premiato Nesta e Pirlo (“Da allenatore non ho ancora fatto nulla, sogno di riuscirci al meglio”). Rocchi, attuale designatore arbitrale, ha donato la divisa della finale di Europa League Chelsea-Arsenal diretta a Baku, applausi per le azzurre Gama e Bonansea che si stanno preparando per gli Europei “sperando di ripetere l’exploit dell’estate scorsa dei nostri colleghi”. Commozione quando sul palco sono saliti il padre e il fratello di Astori per premiare il giovane Mattia Agnese che nel 2020, a 17 anni, salvò la vita ad un avversario rimasto a terra dopo uno scontro di gioco, praticandogli subito un messaggio cardiaco risultato decisivo.

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Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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