Il problema per chi vive a Firenze

Rifiuti e nuovi cassonetti (strapieni, foto), il flop di Alia, proteste dei cittadini, Nardella intervenga

Le eleganti istruzioni di Alia consegnate insieme alle chiavi elettroniche dei nuovi cassonetti (Foto Firenze Post)

All’inizio eravamo (quasi tutti) entusiasti. Alia (l’azienda che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti) e l’amministrazione comunale, Nardella in testa, avevano annunciato una prodigiosa rivoluzione nella raccolta dei rifiuti. Via i vecchi cassonetti maleodoranti e pieni stracolmi d’immondizie, arriva un nuovo sistema supertecnologico con chiavetta elettronica, nuovi cassonetti, chiusi, che possono essere aperti solo con la chiavetta. Non vedremo più, pensavamo noi, cumuli di rifiuti accanto ai raccoglitori, non vedremo più gente che apre i cassonetti per raccattare quanto può essere utile, si eviteranno quei casi dolorosi (talvolta è accaduto) di migranti stritolati dai compattatori perché dormivano dentro i cassonetti, in genere di raccolta carta, quelli meno puzzolenti.

La realtà, dopo settimane di sperimentazione, ha superato ogni fantasia più catastrofica. Cassonetti insufficienti, sempre strapieni, cittadini infuriati, immondizie intorno ai contenitori. Le foto sono un’eloquente conferma di quello che sosteniamo.

Ma perché tale disorganizzazione? Era così difficile prevedere che i nuovi cassonetti, posizionati in numero insufficiente, almeno a stare alle prime esperienze, avrebbero causato disagi nel servizio, proteste della gente infuriata e polemiche a non finire? Come dimostrano i numerosi articoli che anche Firenzepost ha pubblicato in questo periodo?

Ci avevano promesso che il nuovo sistema avrebbe consentito di scoprire che non seguiva scrupolosamente le indicazioni pubblicate nel bel libretto colorato che vedete nella foto sopra, ma ci dovrebbero spiegare come si individueranno i responsabili di tali delitti, visto che la traccia unica che resta è l’apertura con chiavetta elettronica , mentre all’interno il contenuto resta confuso e indistinguibile. Molto migliore allora il sistema utilizzato in altre zone (in via della Piazzola, ad esempio) dove alle famiglie vengono consegnati contenitori colorati, con un codice, nei quali mettere l’immondizia differenziata. In tal modo si lasciano i contenitori fuori dalla porta il giorno della raccolta e vengono, allora sì, individuati gli utenti che lasciano i cestini riempiti in modo sbagliato.

Insomma sembra che ancora il sistema, partito da tempo in altre zone, almeno nelle ultime strade servite non funzioni per niente. A chi ha organizzato questo finora poco efficiente servizio il compito di provvedere alla svelta a rimediare. Al sindaco chiediamo di pensare meno ai suoi futuri possibili impegni europei e di guardare di più alla realtà spicciola cittadina. La cultura e i grandi orizzonti sono benvenuti, ma la gente tiene alle piccole esigenze quotidiane, e vorrebbe che i politici che ha votato se ne curassero di più.

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Ezzelino da Montepulico


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