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Referendum, caos voto: a Palermo indaga la procura. A Firenze defezione di 125 presidenti di seggio e 691 scrutatori

caos voto a Palermo ANSA/IGOR PETYX

ROMA – Il caos voto per i referendum, causa defezioni di presidenti di seggio e scrutatori, non si è registrato soltanto a Palermo, ma anche in altre città d’Italia, fra le quali Firenze, dove però le votazioni si stanno svolgendo in modo regolare, dopo che il Comune è intervenuto per rimediare alle defezioni.

FIRENZE – Stanno andando avanti regolarmente quindi le operazioni di voto nei 377 seggi della città di Firenze dove le defezioni registrate tra gli scrutatori e presidenti nei giorni hanno costretto a un tour de force Palazzo Vecchio. In particolare, si spiega, il Comune ha dovuto trovare entro poco tempo altri 691 scrutatori (su oltre 1.100 il numero complessivo) e 125 presidenti (su un totale di 377). Per i presidenti di seggio il Comune è ricorso pure a tre funzionari di Palazzo Vecchio avendo esaurito le liste degli iscritti all’apposito albo. “Tutto tranquillo, il voto si sta svolgendo regolarmente in tutti i seggi” spiega l’assessore comunale Elisabetta Meucci a cui fanno capo le operazioni per allestire i seggi e ‘reclutare’ scrutatori e presidenti avendo la delega all’anagrafe in cui rientrano anche i servizi elettorali.

PALERMO – Dopo che in molti seggi, circa 50, nella mattinata di oggi non sono iniziate le operazioni di voto a causa delle defezione dei presidenti,, molti esponenti politici, in particolare il leader leghista Matteo Salvini, ma anche i candidati nella città, hanno chiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria, a cui peraltro l’amministrazione comunale aveva già inviato gli atti.

La Procura di Palermo valuterà le segnalazioni che sono state inviate dal Comune sul caos seggi determinato dalla decisione di decine di presidenti di di dare forfait. I reati che potrebbero prospettarsi vanno dall’interruzione di pubblico servizio, al rifiuto di atti d’ufficio.

Gli inquirenti dovranno accertare se la decisione di non presentarsi presa da alcuni presidenti, che dopo la nomina assumono la qualifica di pubblico ufficiale, sia stata adeguatamente motivata e i termini entro i quali l’abbiano comunicata. Sul caos seggi indagherà il pool di pm coordinato dall’aggiunto Sergio Demontis. 

Secondo quanto si apprende ad aggravare la situazione sarebbe stato l’attacco hacker subito dal Comune di Palermo nei giorni scorsi che avrebbe mandato in tilt anche la ricezione delle mail via pec. Alcuni presidenti incaricati avrebbero infatti comunicato la rinuncia per tempo, ma l’email non sarebbe arrivata al Comune.


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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