Il nuovo tour de force

Governo Draghi: i dossier post-voto. La road map in Parlamento

Mario Draghi entra in Parlamento (Foto ANSA)

Dopo il flop del referendum e il test delle elezioni comunali, il governo ha una lunga fila di provvedimenti da portare all’esame del Parlamento. Si va dalla riforma del Csm al fine vita; dallo ius scholae al ddl concorrenza; dalla delega fiscale al dl Aiuti 1, a cui presto si affiancherà un altro provvedimento di sostegni a famiglie e imprese atteso in Consiglio dei ministri. Con dentro ulteriori misure contro il caro-bollette e il caro-carburanti. Dunque, l’esito delle urne planerà nelle commissioni e nelle Aule di Camera e Senato su ‘nodi’ potenzialmente divisivi su cui i partiti potrebbero riposizionarsi guardando alle elezioni politiche del 2023.

DRAGHI – Come si vede, nel dibattito sono tornati il taglio del cuneo fiscale, le pensioni e il salario minimo. Sul tavolo le scadenze del Pnrr e l’avvio del cantiere della legge di bilancio che l’esecutivo deve varare entro metà ottobre. Dietro l’angolo è l’appuntamento del 21 giugno quando Palazzo Madama si esprimerà sulle comunicazioni di Mario Draghi in vista del Consiglio Ue del 23 e 24 giugno sul percorso di riconoscimento dello status di candidato all’Unione europea dell’Ucraina. Si lavorerà ad un testo di maggioranza che dovrebbe consentire di far rientrare i mal di pancia di M5S e Lega sull’invio delle armi. Sul quadro pesano le incertezze che mettono famiglie e imprese in affanno e su cui i partiti, Lega in testa, andranno in pressing nel chiedere risorse per fronteggiarle: il protrarsi della guerra e il contraccolpo sulla crescita economica se dovesse esserci il blocco delle importazioni di gas dalla Russia, l’inflazione galoppante, lo stop programmato del Quantitative easing e l’incremento dei tassi deciso dalla Bce. Una mossa che avrà di fatto un impatto sui costi dell’alto debito pubblico italiano e che già si è fatta sentire sul fronte dello spread.

AIUTI 2 – Il decreto Aiuti 2 sarà un banco di prova nei rapporti tra un esecutivo che vuole rilanciare la crescita tentando di non ricorrere ad uno scostamento di bilancio e partiti sempre più in campagna elettorale. Martedì 14 giugno 2022, l’Aula del Senato avrà invece all’ordine del giorno la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm su cui restano le perplessità di Lega e Italia Viva e su cui inciderà la diversa consistenza dei gruppi dopo un via libera sofferto alla Camera. Come pure sulla legge sul fine vita, approvata a Montecitorio nonostante i voti contrari del centro-centrodestra (Lega, Fi, Coraggio Italia, Noi Con l’Italia e Fdi): a Palazzo Madama i numeri per portare a casa la legge rischiano davvero di non esserci in un’ennesima rappresentazione plastica di una maggioranza che non nasconde più l’insofferenza di dover stare nella stessa coalizione di governo.

DDL CONCORRENZA – Sempre il 14 giugno, in commissione Attività produttive di Montecitorio inizia l’iter il ddl concorrenza. Il Senato è intervenuto su una ventina di articoli e il provvedimento è stato approvato solo dopo un ‘aut aut’ di Draghi e con una mediazione mal digerita dalla Lega e da Fi che ha rinviato ai decreti delegati e quindi allo stesso governo la decisione sul calcolo degli indennizzi ai balneari. Ai deputati sono stati ‘riservati’ alcuni ‘nodi’, come il trasporto pubblico locale e Ncc, che riaccenderanno gli animi. Il 20 giugno approderà in Aula la delega fiscale: contiene la riforma del catasto da sempre osteggiata dal centrodestra (norma poi annacquata per superarne le resistenze) e l’articolo 2 sull’Irpef che, secondo Leu, nella nuova versione conferma di fatto lo status quo, cristallizzando le ingiustizie del sistema fiscale. Scintille ci saranno certamente sull’energia nucleare di nuova generazione e sulla cannabis.

Governo, parlamento, road map


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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