Ucraina, Putin: “La guerra è appena iniziata, ancora non abbiamo fatto le cose sul serio”. E attacca l’Occidente

MOSCA – La guerra in Ucraina è appena cominciata, perché “non abbiamo ancora iniziato a fare le cose sul serio”. Dopo quattro mesi e mezzo dall’inizio dell’invasione, e nel pieno dell’offensiva sul Donbass, Vladimir Putin chiarisce ancora una volta che è deciso ad andare fino in fondo.
E lancia una nuova sfida all’Occidente, che fornisce armi e sostegno economico a Kiev: “Se vogliono sconfiggerci sul campo, ci provino”. Dopo la conquista del Lugansk e l’inizio dell’assalto al Donetsk, Putin si è rivolto ai leader del Duma per inviare un messaggio di forza e fiducia sugli sviluppi della sua “operazione speciale”, al termine di un’ennesima giornata di bombe su tutto il Paese. Inviando un messaggio anche agli ucraini, “che rifiutano i colloqui di pace. Devono sapere che più andremo avanti, più sarà difficile per loro negoziare con noi”.
I missili russi hanno colpito l’Isola dei Serpenti, simbolo della resistenza ucraina, non appena Kiev ne ha rivendicato la riconquista. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, un attacco di “precisione” ha provocato la morte di alcuni soldati che stavano piantando la bandiera gialla e blu. I difensori hanno confermato che il molo è stato “danneggiato in modo significativo”.
Intanto nel teatro principale del conflitto, il sud-est dell’Ucraina, le truppe russe hanno continuato a bombardare il Donetsk provocando almeno sette morti in 24 ore.
L’avanzata russa si conferma lenta e complicata, rileva il think tank americano Isw, affermando che per la prima volta l’esercito aggressore non ha rivendicato conquiste territoriali. La lettura è quella di una pausa operativa, con attacchi su scala ridotta, in attesa di recuperare le forze e creare le condizioni per operazioni più significative.
