Davanti al Parlamento di Strasburgo

Ue, Von der Leyen annuncia: “140 miliardi per i cittadini dal tetto all’elettricità”. Il discorso sullo stato dell’Unione con la moglie di Zelensky

Ursula von der Leyen a Strasburgo EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON

STRASURGO – Vestita di giallo e blu, i colori della bandiera ucraina, e con al fianco la moglie di Zelensky, Ursula Von der Leyen, nel suo discorso sullo stato dell’Unione ha certificato il pacchetto di proposte approvato dalla Commissione per far fronte all’emergenza del gas. E’ un pacchetto sul quale Bruxelles cerca un rapido consenso ma che, all’Eurocamera, in tanti reputano insufficiente. Lamentando, innanzitutto, l’assenza di quel price cap sul quale l’esecutivo Ue potrebbe avanzare una proposta prima del Consiglio Affari Energia del 30 settembre.

La novità più rilevante che von der Leyen ha snocciolato alla Plenaria di Strasburgo e la quantificazione delle risorse che Bruxelles conta di incassare dal cap da 180 euro a megawattora ai ricavi delle società energetiche che producono elettricità a basso costo e dal contributo di solidarietà che verrà chiesto anche alle aziende oil&gas: 140 miliardi di euro. “Milioni di europei hanno bisogno di sostegno. Gli Stati membri dell’Ue hanno già investito miliardi di euro per assistere le famiglie vulnerabili. Ma sappiamo che non sarà sufficiente”, ha spiegato von der Leyen motivando la mossa dell’Ue. La sua attuazione, tuttavia, resta complessa.

Nel piano di Bruxelles, il contributo chiesto alle compagnie che lavorano i combustibili fossili (pari al 33% sugli utili superiori del 20%) dovrebbe essere oggetto di accordi di solidarietà tra i Paesi membri. “Quelli che pagano più a caro prezzo l’elettricità importata dovrebbero beneficiarne”, ha spiegato il vice presidente della Commissione Ue, Frans Timmermans. Il testo contiene anche il taglio ai consumi obbligatorio per tutti. Un taglio pari al 10% su scala mensile e al 5% nelle ore di punte. “Non stiamo chiedendo alle persone di sedersi in una casa gelata, evitiamo caricature”, ha avvertito Timmermans annusando le proteste che potrebbero provenire da qualche capitale europea.

Di certo, usare due elettrodomestici assieme nelle ore di punta, quest’inverno, sarà quasi impossibile. Il taglio, la cui attuazione spetta comunque ai governi, che hanno discrezionalità anche nella scelta delle ore di punta, dovrebbe essere implementato ab origine, depotenziando, di fatto, i contatori. Ma nella strategia dell’Ue il risparmio accompagnato dalla tassazione sugli extra-profitti dovrebbe portare da un lato ad evitare una crisi energetica e dall’altro a fermare l’ascesa dei prezzi. Per la gran parte dell’Aula di Strasburgo, così come per gli Stati membri, non basterà. Per questo la Commissione studierà nei prossimi giorni, anche con i tecnici dei governi nazionali – una formula per metter in campo un price cap al gas.

Non sarà un tetto all’energia russa né all’import totale di gas in Ue. Bruxelles proverà a ‘trattare’ delle cifre “abbordabili” con i singoli fornitori, almeno quelli considerati affidabili. “Con la Norvegia stiamo già facendo un lavoro comune per ridurre il prezzo in modo ragionevole”; ha spiegato von der Leyen mentre la commissaria all’Energia Kadri Simson ha osservato come la messa a punto di “contratti a lungo termine” potrebbe concorrere all’abbassamento dei prezzi. Certo, per sedersi al tavolo di un fornitore e chiedere di non alzare il prezzo l’Ue dovrà, nuovamente, dimostrarsi unita.

La riforma del mercato dell’energia, con il disaccoppiamento dei prezzi dell’elettricità dal gas la Commissione la avanzerà solo a fine anno. E sul piano delle risorse von der Leyen ha scandito come ogni Stato dovrà contare su quello che ha: il Recovery e il RePowerEu. Mostrandosi perlomeno prudente rispetto alle richieste di modifica del Pnrr, giunte anche dal centrodestra in Italia. “L’obiettivo è spendere in tempo questa enorme quantità di denaro, dobbiamo davvero andare avanti, e sono fiduciosa che qualsiasi governo sosterrà questo ottimo Pnrr che l’Italia ha”, è stato il messaggio, neanche troppo velato, lanciato dalla numero uno dell’esecutivo Ue.

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Sandro Bennucci

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