Le dure parole del Pontefice

Papa Francesco contro i muri: “Se li alziamo resteremo imprigionati”. Invito all’accoglienza dei migranti

Matera, 25 September 2022. EPA/TONY VECE

MATERA – Non siamo così presuntuosi da ritenere che Papa Francesco legga Firenzepost, ma è una coincidenza curiosa che, subito dopo la pubblicazione del nostro articolo sui 12 Paesi europei che costruiscono muri contro i migranti, il Papa si riferisca ai muri che anche i cristiani alzano verso il prossimo, parlando nell’omelia della Messa a Matera che chiude il Congresso eucaristico nazionale della Cei. Aggiungendo proprio un forte invito all’accoglienza.

“Il nostro futuro eterno dipende da questa vita presente: se scaviamo adesso un abisso con i fratelli e le sorelle, ci scaviamo la fossa per il dopo; se alziamo adesso dei muri contro i fratelli e le sorelle, restiamo imprigionati nella solitudine e nella morte anche dopo”.

    “E’ doloroso vedere che questa parabola – ha detto Papa Francesco commentando il Vangelo di oggi – è ancora storia dei nostri giorni: le ingiustizie, le disparità, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l’indifferenza verso il grido dei poveri, l’abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono lasciarci indifferenti”. Dio allora chiede “un’effettiva conversione: dall’indifferenza alla compassione, dallo spreco alla condivisione, dall’egoismo all’amore, dall’individualismo alla fraternità”.

E poi all’Angelus ha aggiunto: “”In questa domenica, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Rinnoviamo l’impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità. Perché il Regno di Dio si realizza con loro, senza esclusi. E’
anche grazie a questi fratelli e sorelle che le comunità possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale; e la condivisione di diverse tradizioni arricchisce il Popolo di Dio. Impegniamoci tutti a costruire un futuro più inclusivo e fraterno. I migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati”.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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