Le truppe di Putin in grave difficoltà

Ucraina: l’esercito di Kiev libera Lyman. 5mila soldati russi si ritirano. Kadirov attacca i generali di Mosca e vuole l’uso di armi nucleari

Lyman liberata dagli ucraini (Foto ANSA)

KIEV – Nonostante l’annessione illegale, e contro tutte le convenzioni internazionali di Putin, l’esercito ucraino continua a ottenere successi proprio nella regione del Donetsk. La bandiera ucraina sventola all’ingresso di Lyman, la città nella regione del Donetsk dove l’esercito di Kiev rivendica di aver circondato le forze russe, composte da oltre 5mila soldati. E’ quanto si vede in un video postato sui social in cui due soldati ucraini sventolano il vessillo festeggiando l’avanzata nella località strategica.

“Le forze d’assalto aereo ucraine entrano a Lyman. L’Esercito ucraino ha e avrà sempre il voto decisivo nei referendum di oggi e del futuro”, ha scritto su Twitter il ministero della Difesa di Kiev, pubblicando un video già circolato sui social di due soldati che sventolano la bandiera nazionale in città.

Anche Mosca ammette la ritirata: “Le truppe russe si sono ritirate questo dalla roccaforte filo-russa di Lyman, nella regione orientale ucraina di Donetsk, verso posizioni piu’ vantaggiose”, per evitare di essere completamente circondate dall’esercito di Kiev. Lo ha ammesso il ministero della Difesa russo, aggiungendo che “il nemico continua la sua offensiva nonostante abbia subito pesanti perdite nel tentativo di riconquistare nuovi territori nel Donbass”. E’ comunque singolare che gli ucraini abbiano subìto le perdite descritte da Mosca ma siano capaci comunque di avanzare e di costringere il nemico a ritirarsi.

Dopo il ritiro dalle truppe russe dalla città strategica di Lyman, nella regione di Donetsk, il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha invitato Mosca a valutare l’impiego di un’arma nucleare a basso potenziale in Ucraina. “A mio parere dovrebbero essere prese misure più drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine e l’uso di armi nucleari a basso potenziale”, ha detto Kadyrov in un messaggio diffuso su Telegram in cui torna a criticare duramente i comandi di Mosca.

“L’ho sempre detto: non c’è niente di meglio della verità espressa, anche se amara, offensiva, ma la verità. Questo è l’unico modo per andare avanti. Pertanto, non posso tacere su quanto accaduto a Krasny Liman”, scrive Kadyrov. “Non è un peccato che” il generale Alexander Lapin, comandante del distretto militare centrale e responsabile della difesa di Lyman, “sia mediocre. Lo è il fatto che sia coperto ai vertici dai vertici dello Stato Maggiore. Se potessi, declasserei Lapin a soldato semplice, lo priverei dei suoi riconoscimenti e, con una mitragliatrice in mano, lo manderei in prima linea per lavare la vergogna con il sangue”, prosegue il leader ceceno. “Il nepotismo dell’esercito non porterà a nulla di buono, Nell’esercito – continua ancora Kadyrov – è necessario nominare persone di carattere forte, coraggiose, di principio, che si preoccupano dei loro combattenti, che si strappano i denti per i loro soldati, che sanno che un subordinato non può essere lasciato senza aiuto e sostegno. Non c’è posto per il nepotismo nell’esercito, soprattutto in tempi difficili”

 

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Ernesto Giusti


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