Skip to main content

Meloni-Berlusconi: in campo i mediatori. Se il Cav si reca al Quirinale da solo, governo in crisi prima di essere insediato

Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni: chi fa la telefonata? (ANSA/MATTEO CROCCHIONI)

ROMA – Scendono in campo anche i figli di Berlusconi, Marina e Pier Silvio: “Papà, devi trovare una mediazione”. E infatti, nel centrodestra è l’ora dei pontieri fra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Lavorano sull’asse creato da Gianni Letta e il nuovo presidente del Senato Ignazio La Russa, impegnati in un’operazione diplomatica tutt’altro che semplice. Ma indispensabile: la stessa Meloni si rende conto che, nonostante la vittoria alle elezioni del 25 settembre, se Berlusconi andasse da solo alle consultazione al Quirinale, lei sarebbe arrivata praticamente al capolinea. La maggioranza svanirebbe. E un’intesa col terzo polo Calenda-Renzi non potrebbe essere praticabile. E tantomeno spiegabile agli elettori.

Così l’obiettivo è innanzitutto quello di ricucire il rapporto umano fra i due leader, per poter riavviare il confronto politico necessario alla nascita del nuovo governo. In queste ore delicate gioca un ruolo non secondario Matteo Salvini – è a Roma, con Meloni si è sentito più volte in giornata – che, fra due fuochi, sembra uscire anche rinforzato: la Lega ha incassato la presidenza della Camera ed è destinata ad avere cinque o sei ministeri, fra cui potrebbe finire anche quello dell’Economia, con Giancarlo Giorgetti. Alcune fonti di maggioranza tuttavia non escludono un ritorno in auge della soluzione ‘tecnica’ con Fabio Panetta.

Se alla fine dovesse sfilarsi il prefetto Matteo Piantedosi, la Lega potrebbe incassare anche il Viminale, con Nicola Molteni fra i papabili. Berlusconi è rientrato ad Arcore dopo la due giorni di fuoco a Roma, in cui è arrivato all’apice lo scontro con Meloni, per gli appunti sul suo banco al Senato catturati dai fotografi, pieni di aggettivi tutt’altro che graditi alla premier in pectore. Il Cavaliere viene descritto sempre più irritato dopo aver visto in televisione la replica della leader di FdI (“Mancava un punto, cioè ‘non ricattabile‘”) e dopo aver letto le ricostruzioni dei giornali.

Berlusconi, si ragiona in ambienti azzurri, resta convinto che si debba fare un governo insieme, sa che c’è ancora una settimana di tempo e ritiene che spetti a Meloni l’onere di una proposta, dopo quella di giovedì andata di traverso al presidente di Forza Italia. L’idea è fare decantare la situazione nel fine settimana, e creare subito dopo le condizioni per riprendere a dialogare. Una visione che al momento non pare allineata con quella dei vertici di Fratelli d’Italia.

Dopo lo strappo di FI al Senato e l’incidente con Berlusconi, secondo quanto si racconta in ambienti di FdI Meloni – ancora molto contrariata – non sembra intenzionata a nuove concessioni, dopo aver proposto quattro ministeri agli azzurri, fra cui gli Esteri per Antonio Tajani, e la Pubblica amministrazione per Elisabetta Casellati. In una situazione di tale caos, c’è chi arriva a non escludere scenari drastici, come un governo senza Forza Italia. In quest’ottica, il lavoro di Noi moderati di costituire i gruppi alle Camere (serve una deroga mancando i numeri minimi necessari delle componenti) viene anche letto come un’operazione per fornire una quarta gamba stabile all’esecutivo se ce ne dovesse essere bisogno. I più, nella maggioranza, sono però convinti che alla fine prevarrà la realpolitik. Un leghista navigato confida nel “pressing dei governisti su Berlusconi. Anche perché non c’è altra scelta”.

genio pontieri, Giorgia Meloni, Governo, Quirinale, silvio berlusconi


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741