Mondiali 2022: il Brasile vuol continuare a ballare. La Croazia sogna (venerdì ore 16, Rai1). Poi Olanda-Argentina (ore 20)

Neymar (EPA/Tolga Bozoglu)

DOHA – Ora si fa sul serio. Le magie di Neymar e Richarlison contro la qualità e la resilienza di Modric e company. Brasile-Croazia, ore 16 di domani 9 dicembre 2022. Diretta su Rai 1. Il primo quarto di nobiltà di questo Mondiale pronto a lanciare i primi veri fuochi d’artificio è tra due squadre che fanno della bellezza e l’eleganza un vero stile di gioco. Poi, alle 20, scende di nuovo in campo l’Argentina di Messi contro gli arcigni olandesi di Van Gaal.

BRASILE-CROAZIA – Ma andiamo per ordine. Sulla carta, Brasile-Croazia appare la sfida meno aperte alle sorprese sulla via che porta alle semifinali di Qatar 2022, alla luce di quanto mostrato da un Brasile stellare, capace in meno di mezz’ora di spazzare via la Corea del Sud e darsi alla pazza gioia a ritmo di samba. Ma la Croazia, vicecampione del mondo in carica, resta una formazione matura, intelligente e spesso sorprendente. Il tecnico brasiliano Tite – che può contare sull’opera di spionaggio del mediano Casemiro che conosce bene Modric, ex compagno al Real Madrid, – riconosce le virtù dell’avversario (“ha qualità individuale, collettiva e resilienza”) senza però snaturare il gioco della Selecao.

“Noi ripeteremo il nostro schema e chi è più bravo passa il turno”, ha fatto sapere il ct che ha dovuto respingere le accuse che gli sono piovute addosso per la ‘danze’ celebrative di Neymar e compagni dopo ogni gol. “Mi dispiace ma non commenterò le parole di chi non conosce la storia e la cultura del Brasile e il suo modo di vivere. È il nostro modo di essere. Ho 61 anni, un legame con atleti che potrebbero quasi essere miei nipoti. Genero una connessione con loro. La sfida con la Croazia? Se devo ballare, ballerò”, ha risposto confidando sulle qualità dei suoi interpreti. O’ Ney, convalescente dall’infortunato alla caviglia, è recuperato e anche Alex Sandro è pronto al rientro che riprende il suo posto da terzino sinistro con Danilo che rientrerà nella sua casella di esterno basso destro con Eder Militao in panchina.

Dall’altra parte c’è una Croazia, che non intende fermarsi proprio adesso, convinta dei propri mezzi e della forza di un gruppo solido. “Questo è forse l’avversario più forte contro cui abbiamo giocato ai Mondiali. Ma noi siamo pronti e faremo del nostro meglio”, ha dichiarato il tecnico Zlatko Dalic sottolineando il percorso fin qui fatta dalla formazione croata chde ha perso solo in finale contro a Francia quattro anni fa nelle sue ultime 11 partite al Mondiale. Gli fa eco Modric convinto di poter ancora una volta stupire: “Abbiamo fatto una grande cosa entrando nei quarti di finale, ma a prescindere da ciò, vogliamo ancora di più. Il Brasile è sempre favorito ma dobbiamo dare il massimo come in ogni partita finora e giocare al meglio. In quel caso abbiamo una possibilità. Noi abbiamo i nostri punti di forza, crediamo in noi stessi. La Croazia è capace di tutto”, ha sentenziato.

Parole che suonano quasi come un chiaro avvertimento. E’ la stella del centrocampo del Real Madrid è necessario che la propria squadra sia molta aggressiva e che impedisca al Brasile di giocare. “Abbiamo dimostrato tante volte che non sempre vincono i favoriti. E questo non ci preoccupa”, ha concluso. La Croazia, che ha questo mondiale ha vinto nei 90′ solo contro il Canada, deve temere soprattutto se stesa e le sue amnesie offensive. Ma può puntare su un Perisic in grande forma. Le due squadre si sono affrontare quattro volte, due ai Mondiali (nel 2006 e nel 2014 nella fase a gironi). E la Selecao ha sempre ballato. Sta a Modric provare a spegnere la musica.

Lionel Messi (Foto ANSA)

ARGENTINA-OLANDA – Il passato che ritorna e riempie di storia una sfida che apre le porte ai sogni. L’Argentina di Messi, dentro il catino refrigerato di Losail che sarà per oltre metà di fedeltà Albiceleste, è chiamata a superare il fortino dell’Olanda di Van Gaal, ct 71enne che medita la sua rivincita. Nel 2014 la formazione orange da lui guidata venne eliminata in semifinale dalla squadra di Messi ed è inevitabile che a distanza di otto anni il veterano ct, condottiero da mille battaglie, voglia togliersi dalla bocca il sapore amaro della beffa. Non ha nascosto di voler chiudere la sua carriera regalando il primo titolo mondiale all’Olanda (finale persa nel 1978 contro l’Argentina) ma di fronte avrà una squadra che dopo il passo falso contro l’Arabia Saudita si è ritrovata, presa in mano dalla sua stella Lionel Messi.

La Pulce è abituata a scardinare fortini e quello orange è tra i più invalicabili avendo subito appena due reti in quattro partite grazie ad una formazione bunker che si basa su tre difensori centrali, due terzini sulle fasce oltre ad un mediano come De Roon. Il ct Scaloni, tiene a freno i bookie e sa che non sarà facile venirne a capo. Ha voluto allenatore la squadra a porte chiuse per provare schemi e fare pretattica ma non è bastato per arginare voci incontrollate e fronteggiare la stampa Argentina. “Perché mi chiedete di De Paul? – ha dichiarato stizzito il tecnico facendo riferimento all’infortunio del centrocampista –. L’allenamento di ieri era a porte chiuse. Come sapete queste cose? Sta bene, si è allenato. Non riesco a capire da dove vengono queste strane informazioni”. Si respira dunque tensione in vista di un match per il quale è vietato sbagliare. Di Maria, costretto a saltare gli ottavi di finale contro la Polonia per un guaio muscolare, si è allenato insieme ai compagni di squadra ed è pronto ad affiancare Messi e Julian Alvarez nel tridente offensivo. Resta in dubbio per la sfida invece proprio De Paul, che ha riportato un problema alla coscia sinistra. Ma al di là delle schermaglie tattiche Scaloni guarda alla compattezza dell’Olanda, “squadra molto equilibrata dove tutti difendono e tutti attaccano ed è un po’ il riassunto del calcio di oggi”. Er il ct dell’Albiceleste sarà una bella partita da vedere tra due squadre che si propongono di attaccare, senza trascurare se stesse. La pensa così anche Van Gaal che suona la carica con la sua solita flemma.

“L’Argentina è una squadra top. Hanno tantissimi giocatori forti. Credo che il nostro vero Mondiale inizi domani. Non voglio sottovalutare le Nazionali che abbiamo affrontato e superato fino a oggi ma Argentina e Brasile, probabile rivale in caso di qualificazione per le semifinali, sono di un altro livello”, ha dichiarato il ct che nell’annunciare il suo desiderio di cancellare la sconfitta del 2014 (“Voglio davvero sbarazzarmi di questo sapore agrodolce che ho da allora”), si toglie qualche sassolino dalla scarpe nei confronti di Di Maria, che allenò quando era al Manchester United. “Ha detto che sono il peggior tecnico che abbia mai avuto? Mi dispiace. È uno dei pochi ad aver detto cose del genere”. L’Olanda, mai sconfitta prima dei rigori nelle 11 partite mondiali da lui dirette, medita una doppia vendetta.

Argentina, Brasile, Croazia, Mondiali 2022, Olanda


Paulo Soares

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