Rinnovabili: svolta ambientalista. Via libera a pale eoliche e pannelli fotovoltaici. E il ministro Pichetto ringrazia

Pannelli solari sul tetto
Pannelli solari sul tetto

Sembrano usciti da un Medioevo che rischiava di inghiottirli, gli ambientalisti italiani. Abbandonando guerre fori tempo come quelle contro le energie rinnovabili: pale eoliche e pannelli fotovioltaici su tutte. Ricordo le battaglie dei Verdi di 40 anni fa, combattute per partito preso (e soprattutto posti in Parlamento e nei consigli regionali), senza valutare i danni incalcolabili per il freno al progresso del Paese. Potrei citare il no al nucleare, ma anche, a Firenze, il famigerato no di Occhetto alla variante Fiat Fondiaria perchè dotare l’ex partito comunista di “pollice verde”.

RINNOVABILI – In ogni caso, la notizia è questa: si dissolve, salvo per un piccolo resistente zoccolo duro, il tabù ambientalista delle rinnovabili nemiche del paesaggio. Legambiente e Wwf hanno abbracciato già da qualche anno la causa delle energie pulite ma, a fare la differenza, è ora il Fondo per l’Ambiente italiano (Fai) che si è affrancato dalla storica associazione Italia nostra rimasta assieme alla onlus Amici della Terra a combattere pale eoliche e pannelli fotovoltaici in nome della tutela del territorio.

LEGAMBIENTE E WWF – L’atto che viene definito “storico, epocale” è il documento “Paesaggi rinnovabili” firmato dall’associazione del cigno (Legambiente), da quella del panda (Wwf) a cui – dopo mesi di confronto avviato a febbraio scorso – ha aderito anche la fondazione Fai nata nel 1975 per tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. E a spiegare questa svolta è il suo presidente (da un anno) Marco Magnifico in una intervista a Repubblica: “L’associazionismo del ‘no sempre e comunque’ è morto. Non è neppure etico, è solo ideologico”. Di fronte ai cambiamenti climatici che il paesaggio lo stanno stravolgendo si deve intervenire “presto e bene”, spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani.

PICHETTO FRATIN – Non si fa attendere l’apprezzamento del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin per la necessità espressa dalle ong di “coniugare gli obiettivi della transizione energetica con la lungimiranza nella pianificazione paesaggistica e la qualità della progettazione”. Prossimo passo, annuncia Pichetto, è “un tavolo di confronto con le associazioni che si occupano della tutela dell’ambiente e dei beni culturali”. Per febbraio, fa sapere Ciafani, si prepara un grande evento con tutte le parti interessate. Assente, al momento, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, da cui Ciafani vuole sapere come intende accompagnare le dichiarazioni della premier Meloni, secondo cui il Sud deve diventare l’hub delle rinnovabili, e di Pichetto, che punta a 70 gigawatt di energia pulita in 6 anni. Ma un nodo da sciogliere è quello delle Sovrintendenze che spesso non hanno le competenze necessarie e sono le uniche nell’iter procedurale a dare parere negativo alle autorizzazioni rispetto ad altri enti rimandando la decisione a palazzo Chigi. E invece vanno preparate e coinvolte di più, dice Magnifico.

SGARBI – Interviene però il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi (che non ha delega al paesaggio, dice Ciafani), per replicare al deputato dei verdi Angelo Bonelli che lo ha accusato di essere ”un ostacolo alla modernizzazione del paese”. Bonelli è “piegato alle logiche delle multinazionali delle energie rinnovabili”, afferma Sgarbi, bocciando l’eolico per “il contributo nullo all’autosufficienza energetica” mentre non ha alcun “pregiudizio sul fotovoltaico “purché non pregiudichi l’integrità del Paesaggio”.

FRONTE DEL NO – Italia Nostra e Amici della terra restano sul fronte del ‘no’. La prima spiega di “sostenere l’indirizzo politico” del ministro Sangiuliano e del sottosegretario Sgarbi, “i quali cercano la strada per salvaguardare ciò che rimane del paesaggio italiano – le campagne, le coste, i monti e i centri storici – dopo la trasformazione industriale”. Per la seconda onlus quello tra il Fai, Legambiente e Wwf è “un patto #ammazzapaesaggio” con cui “dimostrano di essere fuori dalla realtà”. Il documento delle tre associazioni indica 12 obiettivi per la transizione energetica. Si va dal tutelare l’identità dei luoghi e garantire la partecipazione dei cittadini a istituire una Cabina di regia interministeriale, dal sostenere la nascita e la diffusione delle comunità energetiche a predisporre un piano per lo sviluppo dell’agrivoltaico nelle aree rurali. 

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Sandro Bennucci

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