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Pelè: l’addio nello stadio del Santos. Omaggio anche da Firenze

L’omaggio a Pelè in piazza della Repubblica, a Firenze (Foto da Instagram)

SANTOS (BRASILE – Tutti in fila per rendere omaggio a Pelè. Ma il Brasile non il lutto: crede che l’addio a “O’ Rey” sia una grande festa. Così, il popolo che tanto lo amava, da oggi 2 gennaio 2023 lo saluto nello stadio dove il Mito nacque, il Vila Belmiro, casa della squadra della città sul litorale paulista che il miglior calciatore della storia ha fatto conoscere al mondo. E non solo in Brasile, ma in tutto il mondo, c’è chi rivolge un pensiero al calciatore più bravo, al mito del calcio. Anche a Firenze: in piazza della Repubblica sono stati proiettati sulla facciata della Rinascente una rovesciata volante, tipo “Fuga per la vittoria” e un saluto affettuoso.

La rovesciata di Pelè proiettata in piazza della Repubblica, a Firenze (Foto da Instagram)

In Brasile, sotto il sole di un’estate con temperature che oscillanoo fra i 29 e i 32 gradi, decine di migliaia di persone, non solo di Santos ma arrivate anche da altre città, hanno dato vita a una fila chilometrica per entrare dagli ingressi n.2 e 3 dello stadio, quelli riservati alla ‘torcida’, la gente comune. Nessuno si è lamentato o ha avuto la tentazione di andarsene, e ci sono state persone accampatesi fin dalla sera prima pur di essere sicure di entrare, quasi tutte vestite con la maglia della Seleçao o del Santos. In fila c’era anche Nicanor Ribeiro, un sosia di Pelé che ha raccontato, commosso, di come “il mio Re che ho incontrato tre volte” lo abbia aiutato a vincere la lotta contro l’alcolismo.

E’ stata un’ondata di grande emozione collettiva quella che ha investito oggi il Brasile, e se n’è fatto partecipe anche il presidente della Fifa Gianni Infantino, uno dei primi Vip (ha preceduto di poco il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan) ad arrivare alla veglia funebre sul campo del Santos, dove la bara con la salma di Pelé era stata portata dagli addetti e dal figlio Edinho, che ora allena in Serie B il Londrina, e da Zé Roberto. Quest’ultimo, oggi 48enne, ha vestito le maglie di Real Madrid e Bayern Monaco ma oggi è tornato dove lo ha portato il cuore, ovvero a Santos dove anche lui ha indossato la maglia con il numero 10, lo stesso che Pelé non ha voluto che fosse ritirato, come oggi ha confermato l’ex presidente del club Marcelo Teixeira, amico di O Rei con il quale aveva affrontato l’argomento.

Fuori dai cancelli di Vila Belmiro, mentre erano in fila tanti hanno pregato, compreso Paulo Cesar Lima campione del mondo a Messico ’70, dentro lo stadio Infantino ha invece lanciato una proposta suggestiva: “come Fifa, adesso chiederemo – ha detto – che tutti i paesi del mondo abbiano uno stadio intitolato a Pelé, affinché anche i bambini abbiano conto di cosa sia stato lui per il calcio”. Intanto sui campi di tutte le federazioni nazionali affiliate a quella mondiale, compresa la Serie italiana A mercoledì 4 gennaio 2023, verrà osservato un minuto di silenzio in memoria di O Rei. Pelé è Eterno, com’è scritto anche sulle magliette che gli ambulanti vendono nei pressi dell’impianto del ‘Peixe’, e Santos non poteva dimenticarlo neppure nell’euforia del Capodanno.

Così, in segno di lutto, per una volta è stato rispettato il divieto dei fuochi artificiali e la città ha ricordato il suo Rei con una speciale iniziativa: 80 droni, volando sulla Praia do Gonzaga, hanno disegnato varie figure nel cielo per ricordare la traiettoria del numero 10. Per oggi e domani invece, in occasione della veglia funebre, del corteo per le vie della città e poi della sepoltura, le autorità cittadine hanno vietato l’utilizzo di qualsiasi tipo di drone. Hanno commosso l’opinione pubblica brasiliana anche le parole dei due nipoti che Pelé ha avuto da Sandra Regina, la figlia naturale avuta da una sua domestica e che ha riconosciuto soltanto nel 1996, dopo un test del Dna e una vicenda giudiziaria durata cinque anni. Poi la donna è morta per un male incurabile. Octavio e Gabriel, che vivono negli Stati Uniti, oggi hanno rivelato che il nonno nei giorni scorsi, sentendo che la fine era vicina, ha espressamente chiesto di loro e li ha fatti venire dagli Usa.

L’incontro è avvenuto nella stanza dell’ospedale Albert Einstein e “lui ci ha chiesto perdono, ha detto che ci amava – ha raccontato Gabriel – e sono stati momenti bellissimi anche se tristi. Tante volte abbiamo pensato a lui, e lo abbiamo perdonato perché questo deve essere il messaggio: il perdono e l’amore vincono su tutto. Anche lui la pensava così”. Pelè ora gioca in Cielo. Magari anche con Diego Maradona, perché pregando per il grande argentino, nel giorno dell’anniversario della morte del ‘Pibe’ O’ Rei disse: “Un giorno giocheremo insieme”. E dureranno per sempre.


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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