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Regione Toscana: revisore indagato dalla Dda. Mazzeo: “E’ nomina tecnica, non politica”

L’aula del Consiglio regionale della Toscana

FIRENZE – Si tratta di una “nomina di carattere esclusivamente tecnico e non politico”. Lo precisa il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, riguardo alle notizie riguardanti la nomina, tra i componenti il collegio dei revisori della Regione, di un commercialista indagato dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Alibante sull’ndrangheta.

Mazzeo annuncia anche di aver chiesto ulteriori approfondimenti a tutela dell’ente. “In relazione alla nomina del collegio dei revisori della Regione Toscana si precisa che la stessa è avvenuta secondo quanto stabilito dalla legge 40/2012 – si spiega nella nota diffusa dal Consiglio regionale toscano -. L’avviso pubblico per la formazione dell’elenco dei candidati alla nomina si è chiuso in data 23 settembre e gli uffici del Consiglio regionale hanno quindi proceduto all’istruttoria per la verifica dei requisiti e di eventuali incompatibilità ai sensi della legge regionale 5/2008. A seguito di tale verifica 5 nominativi sono stati esclusi per assenza di requisiti e 68 sono risultati idonei”.

Quest’ultimi, nella seduta del 6 dicembre “sono stati estratti a sorte andando a compilare una graduatoria dalla quale i primi tre estratti sono stati nominati revisori. Non si tratta in alcun modo di una nomina di carattere politico o che può essere imputata ad alcun partito come oggi riportano strumentalmente alcuni organi di stampa – afferma Mazzeo – ma di un procedimento di natura del tutto tecnica di fronte al quale la politica non ha, né può avere, alcun elemento di discrezionalità se non procedere a un sorteggio pubblico”.

E ancora: “Tutti i passaggi si sono svolti in modo assolutamente trasparente coinvolgendo come da regolamento l’intero Consiglio fino al sorteggio avvenuto in aula e, come sempre accade a fronte di ogni nomina, a seguito di approfondite istruttorie da parte degli uffici competenti. In ogni caso, per scrupolo e per garantire ancora di più la massima tutela dell’ente, ho già chiesto che venga fatta una ulteriore verifica tecnica per ribadire l’assoluta correttezza di una nomina che, ripeto, non ha alcun carattere di natura politica”.

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Ernesto Giusti


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