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Terzo polo: Renzi e Calenda puntano alle europee del 2024 e poi a tornare al governo

Matteo Renzi e Carlo Calenda, ANSA/GIORGIO ONORATI

Mentre il Pd cerca faticosamente di trovare nuovi equilibri per risalire la corrente dopo il crollo postelettorale e la maggioranza di governo, pur salda, comincia a evidenziare qualche mal di pancia da parte soprattutto di esponenti di Forza Italia, in primis lo stesso Silvio Berlusconi e Licia Ronzulli, Il Terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda cerca un’ulteriore crescita per trovarsi in posizione di forza ai prossimi appuntamenti elettorali.

E’ quanto ha annunciato l’ex premier, che prefigura una corsa in due step: il primo obiettivo è essere pronti per le elezioni europee del 2024, superare abbondantemente la doppia cifra e puntare ad essere uno dei primi gruppi a Bruxelles. Il secondo step è fissato per il 2027, per riportare al governo del paese le forze liberali, riformiste, popolari e repubblicane.

Sarebbe questa la tabella di marcia del partito unico di Matteo Renzi e Carlo Calenda, stilata davanti alla platea dei Liberaldemocratici, riuniti a Milano.
“Grazie a Carlo Calenda per la paziente opera che sta facendo per dar vita alla federazione”, premette dal palco il leader di Italia viva, che tende subito la mano a Più Europa: “Sarei felice ci fossero anche loro, e c’e’ spazio anche per avere un pezzettino di mondo popolare perché stanno stretti sia a destra che a sinistra”.
Detto questo, Renzi mette in chiaro: “bisogna costruire il partito unico senza ammazzarci sulle regole, come invece sta accadendo in casa Pd in vista del congresso. Siamo pronti a ragionare con tutti però diamoci un grande obiettivo: essere nel 2024 quelli che costruiscono l’Europa e un’alternativa in Italia” . Dopo l’obiettivo delle europee del 2024, il leader di Iv fissa un altro obiettivo: “Toccherà a noi, non c’è alternativa con Pd e grillini, quindi all’appuntamento arriviamoci preparati, nel 2024 il primo step e nel
2027 il secondo, riportare al governo i riformisti contro conservatori e populisti”.

Calenda fissa quindi le prossime tappe, la prima in primavera per scrivere il manifesto comune, la seconda al massimo a settembre per la costituente del partito unico: “Io intendo portare alla prossima riunione della federazione” tra Azione e Italia viva “il progetto di partito unico dell’area liberale, democratica, popolare e riformista, un progetto che si aprirà alle associazioni e alle personalità per scrivere un manifesto di valori e obiettivi politici a marzo-aprile, poi si farà l’assemblea costituente dove ci sia spazio per forze politiche, per movimenti culturali, per singole personalità e un diritto di tribuna per le correnti minoritarie, che potremmo fare a giugno o a settembre, e che darà vita a un partito che segue in ogni
singolo pezzo della rappresentanza le regole dei partiti politici, prima fra tutte la contendibilità”.

Sembra chiara l’intenzione di costituire una forza di centro liberale, sul modello, modernizzato, della vecchia Dc, che si ponga in posizione tale da essere l’ago della bilancia fra le coalizioni di destracentro e di centrosinistra, posto che vengono escluse alleanze con il Pd e il M5S. Viene in mente la strategia del Psi di Craxi che all’epoca aveva funzionato, garantendo la governabilità, prima di Mani Pulite.

Calenda, elezioni europee, Governo, renzi

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