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Naufragio in Calabria: governo difende la Guardia Costiera. Ancora disperse fra 27 e 47 persone

CROTONE – Attraverso il vice ministro delle infrastrutture, Edoardo Rixi, il governo difende l’intervento della Guardia Costiera nel Crotonese. Intanto, come emerso nella riunione del Centro coordinamento so ccorsi, in Prefettura, sarebbero tra 27 e 47 le persone ancora disperse nel tragico naufragio avvenuto domenica 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro.

Le ricerche, coordinate dalla Direzione marittima di Reggio Calabria, proseguiranno ad oltranza per tutto il fine settimana con mezzi aerei, navali, nucleo di sommozzatori e con il personale a terra di Guardia costiera, Questura, carabinieri, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e Protezione civile. Le condizioni meteo, in peggioramento, potrebbero rendere difficoltose le ricerche.

Edoardo Rixi, vice ministro delle infrastrutture, rispondendo ai giornalisti durante un convegno al quale ha partecipato a Palermo, ha difeso, come detto, l’operato della Guardia Costiera: “Le regole di ingaggio le determina l’Europa e sono uguali per tutti i salvataggi – ha affermato – e bisogna sempre fare luce e fare indagini interne su qualsiasi cosa. Ma nessuno ha detto di non soccorrere persone in mare. Io in montagna ho salvato delle persone, mentre c’è chi parla sui giornali e che in vita sua non è andato mai a salvare nessuno”.

E ancora: “Io sono per fare chiarezza, chiunque andrà in Parlamento. Si vedranno tutte le cose ma non mi piace che qualcuno metta in discussione il fatto che le forze di soccorso italiane, che non dipendono dalla politica perché sono soccorritori in mare a prescindere. Se il problema è chi fa il ministro o il viceministro ne possiamo parlare, ma nessuno tocchi la Guardia costiera perché metteremmo in discussione un corpo che è ammirato a livello mondiale e vorrei venisse ammirato anche da questo Paese”.

“Anche se un politico avesse detto di fare cose che non dovevano fare – ha aggiunto il viceministro – loro avrebbero continuato a rispettare il proprio dovere, come hanno sempre fatto sotto qualsiasi governo. La nostra Guardia costiera è quella che, a livello mondiale, negli ultimi vent’anni, ha salvato più persone. Per quanto riguarda questo episodio ovviamente abbiamo chiesto chiarezza e stiamo visionando tutti i resoconti. Però una cosa è parlare a livello politico, un’altra è accusare corpi dello Stato di non fare il proprio dovere. Frontex ha fatto una segnalazione per una barca che non conteneva migranti e ha detto che il rilevamento termico poteva consentire di avere persone sottocoperta. E’ stata mandata la Guardia di finanza su una operazione di polizia e non di salvataggio perché la barca non aveva problemi. Ha avuto problemi nel momento in cui si è avvicinata alla riva e ha preso una secca. In quel momento sono scattate le operazioni di soccorso secondo la segnalazione”.

Rixi ha anche difeso Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno: “Piantedosi è un prefetto e parla da prefetto, se fosse un politico parlerebbe da politico. Dall’inizio dell’anno abbiamo salvato più gente di tutte le altre nazioni del Mediterraneo messe insieme. Anche su questa situazione, la Grecia non è intervenuta per 4 giorni. Le segnalazioni sono state fatte, così come sono state fatte all’Italia e l’Italia ha provato a intervenire. Piantedosi gode della massima fiducia”. 

Governo, guardia costiera, naufragio


Ernesto Giusti


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