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Pd, Elly Schlein attacca: “Basta mali come cacicchi e capibastone nel partito”. E guerra alla flat tax. Bonaccini presidente

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico presso il centro congressi ‘La Nuvola’, Roma, 12 marzo 2023. ANSA/FABIO CIMAGLIA

ROMA – Elly Schlein è ufficialmete segretaria nazionale del Pd. E subito lancia attacchi contro le correnti interne e azioni di forza nei confronti di Giorgia Meloni e del suo governo e di tutte le destre europee. Il tutto avviene nell’assemblea del Pd, riunita al centro Congressi “La Nuvola”. di Roma, con un’ovazione che saluta la proclamazione. Sarà subito guerra al governo, soprattutto sulla flat tax. “Stanno preparando un riforma fiscale, dovremmo lavorare molto, dalle notizie che arrivano, perché aumenta le disuguaglianze sociali. Faremo muro, noi siamo quelli della progressività fiscale”. Eccoci al dunque: il credo è tassare, pazienza se finirà per andarci di mezzo quel ceto medio fatto di lavoratori dipendenti e pensionati che ha sempre sostenuto, sulle sue spalle, il sistema Paese. La Schlein ha idee da anni Settanta: contro la proprietà privata, imporre forti tasse di successione, mettere balzelli ovunque sia possibile.

Visibilmente emozionata, Schlein ha abbracciato subito Stefano Bonaccini, con cui si è contesa il ruolo alle primarie, e poi il suo predecessore Enrico Letta. Quindi ha detto: “Propongo all’assemblea di votare Stefano Bonaccini come presidente del partito”. Poi l’assemblea del Pd ha eletto Stefano Bonaccini presidente del partito. Mentre la deputata Chiara Gribuado e la presidente del Consiglio regionale pugliese, Loredana Capone, sono le nuove vkicepresidenti.

L’applauso dura oltre tre minuti. “Care tutte e cari tutti, grazie. Il primo ringraziamento va a chi si è impegnato per farci ottenere questo straordinario esercizio di democrazia, che unico partito in Italia svolgiamo, il congresso, le primarie”.

“Un ringraziamento a tutti coloro che sono andati a votare, più di un milione. Ce l’abbiamo fatta”. “Non vogliamo più vedere irregolarità sui tesseramenti, abbiamo dei mali da estirpare, non vogliamo più vedere capibastone e cacicchi vari. Su questo dovremo lavorare tanto insieme, ne va della credibilità del Pd, su cui non sono disposta a cedere di un millimetro”. Dovrebbe essere la fine delle correnti. Ma sarà davvero così semplice?

E ancora: “Chi aveva scommesso sulla fine del Pd ha perso la scommessa a scommettere contro il Pd, siamo ancora qui, più forti e uniti, e stiamo arrivando. Sarà questa per noi un nuova primavera”, ha detto Schlein. “Bisogna avere cura della relazione umana ancor prima di quella politica. Abbiamo bisogno di porre definitivamente fine alle conflittualità interne che ci sottraggono energie preziose, per costruire invece un’alternativa alle destre che governano questo Paese. Dobbiamo cercare di dialogare con le altre forze di opposizione, ci sono terreni comuni, abbiamo la responsabilità di esplorarli insieme, dobbiamo partire da qui”, ha affermato Schlein.

E quindi: “Dobbiamo vestire questo nuovo Pd di slancio e curiosità. Il primo incontro l’ho fatto con i segretari regionali e dei territori, perché c’era il segnale che ci fossero persone che si volevano iscrivere. Abbiamo riaperto le iscrizioni, sono più di 10 mila in una settimana, è un segnale di vitalità importate, continuiamo così”, ha detto Schlein. “Stiamo risvegliando una speranza, non dobbiamo deludere l’aspettativa di questa straordinaria partecipazione”.

“Una delle cose che il nostro popolo ti ha chiesto è di guidarci, portarci avanti uniti. Soprattutto, la comunità dei democratici e delle democratiche ti ha chiesto di fare le scelte che devi fare, senza andare a negoziare e trattare con nessuna corrente, con chi ti dice cosa devi fare. La forza dell’investitura e della legittimazione che hai, usala fino in fondo”. Così l’ex segretario del Pd Enrico Letta si è rivolto a Elly Schlein, concludendo il suo intervento all’assemblea nazionale del partito. “Sarebbe stato possibile fare in tanti modi per arrivare qui, penso che la strada che abbiamo scelto sia stata quella giusta. Non c’era bisogno di un nuvoo segretario o nuova segretaria, non sarebbe stata sufficiente, anche con una persona straordinaria come Schlein, ma serviva un nuovo Pd, e questo abbiamo fatto”. Lo ha detto l’ex segretario del Pd, Enrico Letta, all’assemblea. “Servono le basi non per fare cento metri, ma la maratona, perché alle prossime politiche il Paese cambi profondamente”.

Un minuto di silenzio è stato osservato dall’assemblea Pd in ricordo “di tre persone che hanno lasciato un vuoto”, ha detto la deputata Pd Silvia Roggiani, Presidente della Commissione nazionale per il Congresso. La prima è il senatore Bruno Astorre, poi Daniele Lucera, lo scrutatore che si è spento durante le operazioni di scrutinio ai seggi, ed Enrico Gandolfi, consigliere del XIII municipio.


Sandro Bennucci

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